Mi sento fuori!! escluso, isolato... fuori!
Rabbia...
sono solo fuori, non è ancora cominciato nulla, è solo finito...
RABBIA...
Tutti ricominciano, meno che io... sempre aggrappato a uno scoglio, sempre, mentre gli altri prendono il largo...
qualcuno una volta mi ha detto che passo la mia vita guardando indietro... non è vero... almeno credo...
oggi rabbia, animale in gabbia... che un po' si sente abbandonato, un po' si incazza perchè sa che nn dovrebbe sentirsi così...
oggi nn c'è luce, nn qui...
oggi è un giorno in cui andare a correre in moto o spaccare la faccia a qualcuno...
alzo un sopracciglio... qualcosa non mi convince... mi manca qualcosa...
sensazione già provata, qualche mese fa guardando S... prima nn capisco, poi intuisco, e avevo ragione...
poi con R... anche qui ho l'impressione che mi manchi qualcosa, un mese dopo scopro che avevo ragione...
adesso di nuovo... questa volta con C...
guardo, ascolto... eppure alzo il sopracciglio, qualcosa nn mi torna... o almeno così mi sembra
...
eco di un tempo... passato, nn lontano, torna prepotente... viene proiettato in avanti nel tentativo di anticipare quello che sarà...
ricordi... ricordi di emozioni inchiodati per poter essere ricordati... atmosfere di un tempo che era e forse nn sarà...
Uscendo da Spirit alzò il bavero della giacca per ripararsi da un vento fastidioso che soffiava sulla strada, diede un occhiata veloce alla via e si diresse verso Sansbury’s alla ricerca di una cena… Tooting quella sera, come ogni altra sera, appariva come un insieme di colori, lingue e religioni sconosciute… lungo Garrat lane ristorante libanese, internet point coreano, caffè cubano, lavanderia cingalese e via cosi fino al ristorante indiano su, in fondo alla via… prese una sigaretta dalla giacca se la accese e aspirò la prima boccata, erano ormai quasi due giorni che quel maledetto raffreddore sembrava essersi calmato e tutto sommato era dell’umore giusto…
Una volta presa la cena prese la direzione di casa, ripassò di fronte alle vetrate del pub, buttò uno sguardo all’interno e vide P., D. e M. ancora seduti al tavolo, circondati da un buon numero di pinte ormai vuote… si chiese se stessero parlando di lui visto che per la prima volta aveva abbandonato il gruppo per primo e che quella sera non era stato di grande compagnia.
Arrivato davanti alla porta di casa, mentre cercava le chiavi, buttò uno sguardo attraverso il vetro multicolore e con un certo disappunto notò un tenue bagliore venire da in fondo al corridoio… la televisione era accesa… chiuse la porta alle sue spalle e si diresse verso il soggiorno dove Sam e Sharene stavano chiacchierando sedute sul divano, Sam aveva il piede alzato appoggiato sulla sedia con una caviglia gonfia come un melone per una storta presa il giorno prima…
Dopo aver divorato la cena si sedette su una sedia in giardino e si accese un'altra sigaretta abbandonandosi con la testa all’indietro…
Dopo sei mesi passati in questa città, che cosa è veramente cambiato?
L. e gli altri mi mancano come il primo giorno, ci ho solo fatto l’abitudine, ma se mi lascio andare e mi perdo nei ricordi ancora adesso sento una strana sensazione in gola… passa un aereo, uno dei tanti che sorvolano Londra ogni ora… chissà se sta unendo persone o se le sta dividendo… chissà per quanti si tratta di un inizio e per quanti invece di una fine, ma poi in effetti non sono la stessa cosa?
La solitudine rende più forti e solo chi sa star bene con se steso riesce anche a stare bene con gli altri… io sono più forte…
bah, quante fesserie da ragazzini, pensò mentre faceva volare via il mozzicone con un colpo delle dita, ancora un momento, un sospiro e si alzò dalla sedia per rientrare in casa. Mentre attraversava la sala le due ragazze lo guardarono con un’aria un po’ perplessa che egli fece finta di non notare mentre si dirigeva verso camera sua.
Il “flat” era piuttosto fatiscente, essenzialmente uno stretto corridoio che portava dalla porta di ingresso fino al salottino che comunicava con una piccolissima cucina dalla quale si accedeva al back garden; lungo il corridoio, sulla sinistra si trovavano le tre camere e il bagno... tutto sembrava messo in piedi alla bene e meglio, dopo un po’ non si faceva più caso alle porte grezze fatte da mani decisamente inesperte, alla vernice degli infissi che si crepava e staccava, alle macchie di umido qua e la in bagno, alle finestre che facevano passare fastidiosi spifferi e a quanto altro.
Gli era toccata la camera più piccola, ora stava lì, sdraiato sul letto con le mani dietro la nuca in quella che gli pareva essere la posizione da assumere quando si riflette sdraiati, dopo un po’ il formicolio alle mani gli suggerì che, se voleva continuare a pensare, lo doveva fare in una posizione meno classica così decise di appoggiare le braccia sul ventre, chiuse gli occhi e si addormentò.
sensazione di calma prima della battaglia...
battaglia che a questo punto spero arrivi presto.
A casa...
quest'anno estate con famiglia, prima barca poi montagna... recupero di uno sprito di squadra che si era allentato, sensazione che sia comunque stata una delle ultime volte, se nn l'ultima...
Ormai manca meno di una settimana alla partenza...
"chiare, fresche e dolci acque" sempre più vicine... colpo di coda dell'estate di un anno difficile da scordare sia nel bene che nel male.
Da ottobre nuova sfida... speriamo anche recupero di un equilibrio ancora non del tutto ritrovato...
Scontato, banale... quasi noioso... no, io un blog? Non io...
eppure... forse con BiMbINgIRo, forse no... comunque nasce la voglia di avere un’altra uscita.
Un luogo dove lasciare pensieri e riflessioni, sollevare un angolo del velo e lasciar sbirciare, ma soprattutto un luogo dove parlare... luogo di incontro con i bimbi in giro, con vecchi amici e conoscenti e chissà, magari con gente nuova.
Un bar... il mio bar... ma un bar all’inglese, con poltrone al posto di sedie... dove ci si siede e si passa mezza giornata, magari davanti a una grossa tazza di caffè mentre fuori piove...
Io sono qui, su una poltrona, il tavolino davanti a me e la mia tazza appoggiata sopra,... guardo fuori dalla finestra... oggi è nuvoloso ma nn piove, intanto aspetto, aspetto che arrivi qualcuno, aspetto con chi fare quattro chiacchiere in inglese or in italian, the language doesn’t really matter, ma senza fretta, aspetto... seguendo i miei pensieri e intanto faccio scivolare il mio sguardo in questa mia nuova, seconda casa... forse più mia delle altre e sicuramente più facile da arredare e cambiare.
Spero che sarà luogo di passaggio per molti, le poltrone e il divano di fronte a me sono liberi e il caffè è pronto...