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Tra vent'anni nn sarete delusi delle cose che avete fatto ma da quelle che nn avete fatto. Allora levate l'ancora, abbandonate i porti sicuri, catturate il vento nelle vostre vele. Esplorate. Sognate. Scoprite. Mark Twain

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venerdì, 30 giugno 2006

'Science is frustration, you'd better get use to it, and you already have enough data for a PhD anyway.'

 

Al che' mi sorge il dubbio che il fesso sono io che mi "altero" quando scopro che l'altra universita' continua mandarmi roba sbagliata e che i western nn mi vengono... bah... tanto il PhD ce l'ho gia'...

Buon weekend bimbi...

postato da: BEARUK alle ore giugno 30, 2006 19:51 | link | commenti (9)
categorie: di esperimenti e lab
giovedì, 29 giugno 2006

Volevo postarlo prima, ma poi per un motivo o per l'altro e' sempre stato rimandato... cmque alla fine eccolo qua... a P. e a 2 giornate tra moto e mare...

'Il tempo

Se ne andava del suo passo, e non sai mai se e' femo o sta correndo, ne' vecchio ne' giovane.

Ma la donna bella che gli passo' accanto veloce gli fece intanto accelerare il cuore, e cio' e' gia' strano, perche' si sa che il tempo e' galantuomo, ma non che abbia un cuore.

Era una donna vestita del colore del fumo e del fulmine.

Fecero di corsa il giro del mondo 3 volte e non andarono in nessun posto, finche' non resto' indietro e lei lo saluto' correndo, perche' nn poteva fermarsi.

Il Tempo era triste e pareva piu' vecchio di prima. Sulla sua strada incontro' uno piu' vecchio di lui, che sembrava camminasse e invece muoveva solo le gambe, con la testa sempre girata indietro, tanto che gli unici muscoli di quel corpo flaccido erano nel collo.

Per parlarci dovevi stargli dietro, ma i suoi occhi ti passavano oltre lo stesso, come se mirasse a qualcosa ancora piu' in la', nella Terra Introvabile.

Penso' che era un tipo ben noioso, quasi da fargli rimpiangere la donna di fretta. Oddio! Bastava stargli vicino e quesi pensieri ti si ficcavano sottopelle: << avrei potuto avrei dovuto se avesi se fossi...>>

Gli basto' fare un balzo avanti - e un balzo non e' cosa facile per il Tempo - e spari'. Senti' solo che diceva ancora: <<Assieme avremmo potuto...>>

Era stanco. Si sedette sulla riva di un fiume, la' dove le acque si confondevano col mare e i colori restavano tuttavia diversi. Si preparo' la pipa e sospiro'.

L'aria era dolce e la sabbia tiepida sotto i suoi piedi nudi.'

postato da: BEARUK alle ore giugno 29, 2006 17:55 | link | commenti
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martedì, 27 giugno 2006

 Venerdi' caricati in macchina sacco a pelo e tende, destinazione Peterborogh, nord di Londra per torneo di green volley... 4 giocatori per squadra: 2 ragazzi e 2 ragazze. 

Ne avevo gia' fatti in passato, quando ero un "giocatore", ma sempre e solo in giornata, dalla mattina alla sera, mai una due giorni... e ormai pensavo che nn ne avrei + fatti... e invece...

Ovviamente il torneo nn poteva prescindere dal fatto che era in inghilterra e vicino a Londra, di conseguenza io ci sono andato con 3 francesi e 3 cinesi, ma abbiamo giocato contro squadre composte da brasiliani, polacchi, italiani, inglesi, afgani, tedeschi, spagnoli,indiani (alcuni con tanto di turbante)... pero' incredibilmente il tempo e' stato bello, fatta eccezione per uno scroscio di pioggia giusto mezzora prima dell'inizio che ha reso le partite di sabato un po' piu' divertenti: la versione pallavolistica di calcio saponato.

Altrettanto ovviamente le abbiamo prese, ma diciamo che le abbiamo anche date...  certo e' che tra 2 giorni di volley quasi nn stop, due notti in tenda e birre varie domenica sera ero bello che cotto... ma contento.

Mai dire mai.

postato da: BEARUK alle ore giugno 27, 2006 20:05 | link | commenti (1)
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martedì, 20 giugno 2006

" Mpf... ma quando arriva 'sta borsa?... Tra gli ultimi a fare il check-in... tra le ultime valige a salire sul carrello, quindi tra le prime ad essere caricate sull'aereo, tra le ultime ad essere scaricate sul carrello... quindi tra le prime ad essere caricate sul nastro... e allora 'ndo sta'??... mpf... sono gia' in ritardo per il barbeque

Ci sono alcune cose che porto sempre con me, ogni volta che torno da questa parte della Manica... sigarette, qualche sorta di salume e qualche latticino... a volte qualche bottiglia di vino, tipicamente cose da spartire con gli amici inglesi e non... ma nn solo, spesso approdo in Inghilterra anche con la promessa a me stesso che nn faro’ piu’ una coda, a meno che nn ne vada della mia vita, e con un generale e profondo risentimento verso ogni altro individuo appartenente alla specie umana, in particolar modo verso quei cosetti piccoli e dall'equilibrio incerto che vanno in giro urlando e ai "viaggiatori della domenica". Quest’ultima specie si riconosce piuttosto facilmente, ahime’ spesso parla pure italiano... tipicamente si  mettono in coda all’imbarco prima ancora che l’aereo sia atterrato, se ci sono due code distinte a seconda del numero sulla carta di imbarco, li trovi sempre nella coda sbagliata

‘Che so’ fessi ‘sti inglesi che se ci sono due code si mettono tutti da ‘na parte, Ninooo, eh vieni che di qui nn c’e’ nessunooo!’

 devono cercare la carta d'identita' per 10 min dopo che gliel’hanno chiesta,  sull’aereo nn si levano dal corridoio centrale fino a quando nn hanno sistemato lo zaino nel vano sopra la testa, chiesto al compagno di avventura se gli serve qualcosa prima di chiudere e salutato l’amico che e’ appena salito. Finalmente seduti nn vedono l’ora di interagire con gli altri amici seduti dall’altro lato del corridoio... e poco importa se ci sei tu nel mezzo. Domenica ho viaggiato letteralmente circondato da un gruppo di amici anglo-italiani che tornavano da un matrimonio... rumorosi come gli italiani e ubriachi come gli inglesi... la scritta in brillantini “Just married” sul cappellino dei due alla mia sinistra mi era sfuggita fino a quando nn me l’hanno fatta notare loro indicandola e affermando felici ed orgogliosi “E’ vero!

Ovviamente i "viaggiatori della domenica" sono anche quelli che saltano in piedi nn appena l’aereo ha toccato terra, perche’ convinti che prima uno si alza, prima scende, e forse per questo cercano di tramortire quanti piu’ passeggeri possibile tirando giu il bagaglio a mano...

Finalmente, ecco la borsa... finalmente fuori... sgrunt

Ecco il treno... ahhh, 4 posti con tavolino nel mezzo tutti per me... libro...

Scusa, e’ libero?

Alzo lo sguardo dal libro... “Si, certo” ... mentre ancora sorrido , lei si volta indietro e un

DANIELEEEE, forza, smetti di giocare e vieni che il signore ha detto che e’ liberooo” rieccheggia nel vagone... il sorriso sparisce e lascia posto a un’espressione di terrore mentre un pensiero affiora immediato:

Non ho piu’ batteria nel lettore mp3!

postato da: BEARUK alle ore giugno 20, 2006 14:53 | link | commenti (1)
categorie: viaggiare
venerdì, 02 giugno 2006

Credo che a tutti, come prima cosa, verrebbe di chiamarlo vaso… se nn altro per rimembranze mitologiche, ma potrebbe benissimo essere un vasetto… (un vasino meglio di no) o una scatola…
personalmente me lo immagino piu’ come un barattolo… tipo quelli del caffe’, di latta e con il coperchio di plastica...
Un contenitore... tanti contenitori... riempiti e messi su uno scaffale, all’inizio lontano... lontano dallo sguardo e nn a portata di mano, perche’ uno impara che ad inciamparcisi sopra e ad aprirli troppo presto ti si forma un nodo in gola... l’aria si riempie di sospiri e, a volte, anche di lacrime... e poi ad addormentarsi ci vuole una vita... si perche’, di solito, ci si guarda dentro di sera... e allora vanno messi in alto, lontano dallo sguardo e nn a portata di mano...
Ma nessuno sa resistere, ogni tanto si prende la sedia, la si avvicina agli scaffali e si va a prendere proprio quel barattolo, quel barattolo la’, su in alto, dove e’ stato riposto l’ultima volta che lo si e’ aperto per dare una sbirciatina e lo si e’ dovuto chiudere di botto.
Scesi dalla sedia, si afferra il coperchio e lo si comincia a sollevare da un lato con cautela... volta dopo volta lo si riesce ad aprire sempre di piu’... ogni volta si riesce a guardarci dentro un po’ piu’ a lungo prima di doverlo richiudere, risalire sulla sedia e cacciarlo in un angolo ancora piu’ remoto... volta dopo volta... lentamente ma inesorabilmente, ci si abitua, perche’ in fondo, ci si abitua a quasi tutto.
E cosi si comincia anche a guardarci dentro meno spesso, sempre piu’ raramente capita, magari nel cuore della notte, di avere l’impulso di andare a prendere la sedia per metterla vicino agli scaffali... poi magari ne arriva uno nuovo... oppure si viene trascinati via e il respiro della persona sdraiata vicino distrae la mente
 
Ma sono comunque li, tutti assieme... loro, e i ricordi che contengono, valgono probabilmente piu’ di qualsiasi altra cosa tu ci possa mettere su quegli scaffali ed e’ bello prenderne uno ogni tanto e perdersi guardandoci dentro... anche se bisogna pagare qualche sospiro.
 
“E’ una curiosa creatura il passato
Ed a guardarlo in viso
Si puo’ approdare all’estasi
O alla disperazione”     Emily Dickinson
postato da: BEARUK alle ore giugno 02, 2006 17:49 | link | commenti (1)
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Me la segno qui perche' mi si e' rotta la punta della matita, e poi perche' l'ho trovata in rete e in rete la lascio... semplice spunto...

"Non è più la società che forgia l’economia per le proprie esigenze, ma è l’economia che forgia la società che gli serve" (Karl Polanyi?)

postato da: BEARUK alle ore giugno 02, 2006 12:32 | link | commenti (1)
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