Terzo compito... c'e' un pezzetto di me anche qui anche se e' difficile da credere...
Aprì gli occhi... e si trovò a fissare il soffitto... era buio, ma dalla finestra filtrava qualche raggio di una luna che colorava d’argento la stanza... un respiro profondo al suo fianco lo fece voltare... un viso addormentato, un occhio chiuso incorniciato tra i capelli e il cuscino, le morbide labbra chiuse...
Gli mancò il respiro... era l’immagine in bianco e nero della dolcezza...
Avrebbe potuto passare ore ad osservarla... fragile e bellissima... aveva paura di svegliarla ma nn potè resistere al desiderio di accarezzarle il viso, appoggiò la mano sul piumone che le copriva le spalle e la sfiorò con un tocco leggero delle dita spostandole una ciocca di capelli dietro l’orecchio per poi scendere lungo la guancia fino al collo...
Avesse potuto fermare il tempo, restare li a guardarla ed accarezzarla per sempre, vegliare sui suoi sogni, essere il suo angelo... già... quante volte lei lo aveva chiamato cosi, quante volte si erano augurati la buona notte per telefono... ‘Buone nanne, ci vediamo nel dormiveglia... tra pensieri e sogni... veglio io su di te’
Un nodo gli si strinse in gola , fece un respiro profondo, chiuse gli occhi e sentì una lacrima rotolare sullo zigomo e scendere tra la guancia e il cuscino...
Pensò che voleva veramente essere il suo angelo, che voleva seguirla, proteggerla, passo dopo passo... farla sentire al sicuro... avrebbe voluto tenerla tra le sue braccia, racchiusa tra le sue mani ...perchè era la cosa più bella che avesse e la cosa che più lo spaventava
Era stata una bella serata.... per una volta niente fretta, era passato a prenderla, erano andati fuori a cena... lei era bellissima, come sempre, quattro passi lungo il fiume... una citta’ magica... il solo ricordo del suo sorriso seduta sul muretto gli faceva venire i brividi...
Domani se ne sarebbe andato... ancora una volta, un altro aereo, un’altra città... lontano, perchè fermo ancora nn riusciva a stare, nuove sfide, nuovi stimoli... ma ogni volta la stessa paura... paura che le cose cambiassero, che al ritorno nn fossero più le stesse... perchè aveva imparato che i ‘Ti amo’ valgono solo per il tempo che ci vuole per dirli...
- Già -... pensò - il suo angelo – era come l’avesse conosciuta da sempre, da sempre l’aveva guardata... da sempre aveva vegliato su di lei... dall’alto, da lontano, aspettando... nn sapeva come sarebbe stata... sapeva solo che l’avrebbe riconosciuta, che il guscio e la corazza cresciuti attorno a lui dopo tanto tempo e tanta rabbia si sarebbero sciolti, lei avrebbe avuto la chiave per arrivargli vicino... e cosi era stato... di colpo lui che di solito spaventava, metteva in soggezione, si era trovato nudo ed indifeso...
La gioia di averla trovata e il terrore di poterla perdere, di dover tornare fuori... al freddo... di doversi rivestire...
Senti’ scendere un’altra lacrima
Riaprì gli occhi... c’era ancora... riprese ad accarezzarle il viso e i contorni della bocca...
Lei aprì gli occhi lentamente, lo guardò come nn lo avesse visto per un anno... il tempo smise di correre, per un attimo la luna e le stelle tutte si voltarono a guardarla... si avvicinò, poso’ la testa sulla spalla e il braccio sul suo ventre... lui riprese ad accarezzarle la fronte e i capelli dicendo a bassa voce -Dormi, veglio io su di te- lei accenno’ un sorriso e lo strinse a se
Il clacson di una macchina lo strappò riportandolo di botto sulla strada illuminata dalle luci di Natale...
– Stasera fa freddo - ... si alzò il bavero della giacca e si accese una sigaretta – Già.... un angelo... – disse ad alta voce... – sarebbe bello - fece un sospiro...
Senti’ rabbia salire, per il letto che sarebbe stato vuoto, per quel viso che nn esisteva, per quel nodo in gola e per quella lacrima che nn era scesa...
Si cacciò una mano in tasca e affrettò il passo
- Fa freddo stasera -
‘Il ‘Quando’ nn ha realmente importanza… il tempo cosi come lo intendete voi, non esiste’ ... ‘ e nemmeno il ‘dove’ a pensarci bene, ha molto senso...
Un tempo, altrove... Come vi sembra?’
Disse comodomante appoggiato allo schienale della poltrona con le gambe accavallate... la sua voce era calma, profonda e sicura...
‘Il vostro problema e’ che siete troppo limitati, vi serve un prima e un dopo, una causa e una conseguenza... un equilibrio... un ordine, ma l’ordine come lo intendete voi e’ proprio delle menti piccole, di chi e’ costretto a catalogare, etichettare prima di poter archiviare... unico modo per cercare di capire, perche’ nemmeno voi riuscite ad abbracciare il tutto assieme, ma dovete scomporlo, secondo grossolani parametri, tagliarlo in pezzi piu’ piccoli e piu’ digeribili dalle vostre anime cosi patetiche’
Prese un sigaro dalla scatola appoggiata sul tavolino davanti a lui, lo osservo’ con aria annoiata mentre lo faceva rotolare avanti e indietro tra le dita, ne taglio’ l’estremita col taglia sigari e lo accese... un paio di boccate veloci per accenderlo meglio... rosso incandescente... una boccata profonda e una densa nuvola di fumo bianco si alzo’ sopra la sua testa...
‘Per un po’ l’uomo e’ stato convinto che il suo mondo, il vostro mondo, fosse fisicamente al centro di tutte le cose... che tutto girasse intorno ad esso... poi, un giorno, mille anni fa, domani ... o forse ieri, qualcuno ha cominciato a intuire che forse nn era cosi... che il vostro mondo non era poi cosi speciale, eppure c’e’ chi ha dato o ha preso delle vite pur di difendere quello schema.’
‘E, anche una volta accettato che il vostro mondo non e’ fisicamente al centro di tutte le cose, lo avete dovuto mettere al centro di tutte le cose trascendentali... le attenzioni di tutti sono rivolte sempre e comunque verso il mondo degli uomini, un Dio capace di creare l’intero universo e’ sempre li che guarda e ascolta mentre il vostro mondo funge da teatro dello scontro tra il Bene e il Male per chi ne avra’ il controllo... e cosi vi sentite importanti anche voi, la vostra esistenza ha un senso’
Diede un’altra pronfonda boccata
‘E se vi dicessi che non e’ cosi? Che non c’e’ battaglia tra bene e male, che non c’e’ equilibrio da mantenere, che non ci sono angeli o diavoli?’ disse sporgendosi in avanti, lanciando uno sguardo di sfida, i suoi occhi avevano una luce strana... ‘Se vi dicessi che e’ tutto un fluire, un cambiare e un divenire continuii e per questo sempre uguali? Che non ci sono equilibrio e ordine come voi siete abituati a pensarli, ma che proprio questo divenire continuo e casuale e’, di fatto, un ordine... che non c’e’ un prima o un dopo, ma forse, c’e’ un adesso’
Si alzo’ in piedi e si diresse verso la finestra, indossava un paio di scarpe eleganti, un bel paio di pantaloni scuri e una camicia bianca fatta su misura, con le maniche arrotolate fino a sotto i gomiti.
Si mise a guardare fuori dalla finestra con una mano in tasca e il sigaro nell’altra... ‘ E in tutto questo fluire vorticoso senza inizio ne fine, esiste anche il mondo degli uomini... un granello di sabbia passeggero in un oceano eterno, un insignificante mondo, reso unico proprio da questo suo essere temporaneo’
Rimase qualche secondo a guardare il fumo salire dal sigaro prima di voltarsi
‘Il mondo degli uomini e’ anche il mondo delle passioni.’ disse ‘Le pulsioni, la brama, il desiderio... di qualsiasi tipo siano: amore, odio , invidia... rabbia... rendono gli uomini cosi patetici e cosi invidiabili allo stesso tempo, deboli e fortissimi, banali e completamente imprevedibili...’ i suoi occhi avevano ricominciato a brillare ‘ cosi piccoli e mortali... gli uomini nn capiscono nemmeno la realta’ in cui vivono, sono un battito di ciglia... un fruscio... eppure traggono la loro forza proprio da questo, la loro bellezza sta nella loro natura effimera’
Torno’ a guardare fuori dalla finestra ‘ Questa loro natura effimera e viscerale’ disse ‘ rende il loro patetico mondo un campo di gioco ideale, un teatro, per esseri superiori che si travestono da attori per poter partecipare allo spettacolo, per poter assaggiare, assaporare cio’ che nel loro profondo non comprendono e probabilmente invidiano.
Non fate differenza voi’ disse, voltandosi ‘voi che vi fate chiamare angeli o diavoli... voi che nn siete altro che una copia sbiadita e semplificata di queste pulsioni, vi credete molto superiori a loro, ma in realta’ esistete solo perche’ loro esistono e perche’ fino a quando loro ci saranno ci saranno sempre passioni profonde.’ Si fermo’ e face una lunga boccata lasciando uscire il fumo tra i denti e dalle narici a incorniciare il suo sguardo ‘ Vi credete superiori a loro per i vostri poteri e perche’ siete immortali, ma nn vi siete resi conto che senza gli uomini, voi non esistereste? ... Non avreste senso di esistere...’
‘Questo mondo l’ho comandato io’ disse tornando a sedersi e accavallando le gambe appoggiando il gomito sul bracciolo della poltrona e il sigaro che puntava verso l’alto ‘ o forse lo comandero’... per mille anni, per un attimo... o forse per un giorno... qui comando io. Tocca a me mettere su lo spettacolo, ma non temete, ne farete parte anche voi, voi che vi credete superiori, voi che leggete o che ascoltate queste mie parole dette o scritte in un altro tempo e in un altro luogo. Andate nel mondo degli uomini e girate tra loro, mescolatevi.... gia’ vi ci vedo, fieri ed altezzosi... tentate, redimete... fate quello che volete... crediate pure di combattere la battaglia del bene contro il male... tanto loro, gli uomini, hanno da sempre dentro di loro indissolubilmente mescolati sia luce che buio... hanno ognuno di voi dentro al loro universo, anch’esso in continuo divenire’ Si sporse in avanti per spegnere il sigaro in un grosso posacenere di pietra nera ‘Credetevi potenti ed influenti, strisciate dove vi pare... Scegliete pure un leader da far vedere e seguire agli uomini, per dare piu’ forza al sibilo delle parole che riversate nelle loro orecchie . La cosa non mi interessa... anche loro sono sempre diversi e sempre uguali, si sono alternati lungo la storia di tutte le civilta’... santi o carnefici, ammesso che esista una differenza... niente di piu’ di casuali riccioli di fumo che si rincorrono senza ne’ meta ne’ scopo prima di dissolversi ‘ Disse osservando la sempre piu’ sottile lama di fumo che saliva dal mozzicone del sigaro ‘Fate tutti parte del mio spettacolo’
‘La mia grandezza, io, l’ho gia’ dimostrata. In un fluire continuo e tumultuoso che e’ questo universo, per un giorno, o forse solo per un secolo o per un intero sospiro nulla e’ nato e nulla e’ morto... non un seme e’ germogliato, non una zanzara e’ morta, nessun bambino ha chiuso gli occhi e nessun vecchio li ha aperti... al mondo degli uomini governato dal contingente e dall’effimero ho dato un attimo di eternita’ e allo stesso modo gli ho tolto un attimo di quello che li rende unici... ho annientato le loro passioni e i loro desideri perche’ non ci puo’ essere passione dove c’e’ staticita’.
Fece una lunga pausa, quegli occhi che scintillavano di una forza senza ne tempo ne nome adesso guardavo in basso con una espressione quasi languida... ma fu solo per pochi anni, un secondo al massimo.
Si alzo’ in piedi, chiuse e riapri’ gli occhi mentre sollevava lo sguardo che adesso era tornato quel misto di calma rabbia e sfida, mise le mani in tasca
‘ Chiunque tu sia’ disse ‘Angelo... diavolo... supremo o comunque ti piaccia farti chiamare, levati dai piedi e tornatene su quel granello di sabbia. La tua anima, ammesso che tu ce l’abbia, e’ comunque troppo piccola per capire realmente tutto quanto ti sia stato detto.
Tornatene su quel granello di sabbia a giocare la tua guerra tra bene e male, attento a mantenere l’equilibrio e a rispettare le regole dei supremi... Vai e metti su un bello spettacolo.
Qui comando io.’
Buio
Apri gli occhi davanti allo schermo di un computer... non sai dove sei stato, sei contento di essere tornato?