Onestamente non e' che me ne sia mai importato granche' di avere un blog 'figo' o appealing... ho cominciato ad avere un blog semplicemente per me... per gettare riflessioni e pensieri che mi passano per la testa... (da qui la raffica di puntini che metto, rappresentazione scritta di 'pause' tra un pensiero e l'altro)... e perche' mi piace un po' psicanalizzarmi e anche rileggermi... di tanto in tanto.
Hoochy e' nato in un momento un po' particolare... nel breve periodo di 'pseudo-depressione post-laurea' quando tutti ritornano alla loro routine... e l'unico che non ha una routine e' il neo-laureato... un momento un po' particolare anche perche' era poco prima della mia partenza per il Pacifico e la Micronesia (viaggio atteso e sognato per 3 anni), e soprattutto poco prima del mio rientro a Londra a cominciare il PhD.
Hoochy e' sempre stato 'minimalista'... template semplicissimo, niente fronzoli, banner & C. nn li saprei mettere e non mi e' mai interessato imparare... Hoochy non aveva nemmeno i link...
Ieri mi e' venuta voglia di dargli una risistemata... non perche' sia cambiato il mio modo di vedere il blog, ma perche' mi piaceva l'idea di ridargli una sistemata , di aggiungerci i link di alcuni di quei pochi blog che vado a sbirciare ogni tanto... e poi perche' quel nero 'adolescente depresso/sfigato' (non ne abbiano a male gli altri blogger a cui piace quel colore) mi aveva decisamente stufato e oltretutto non centrava nulla con me...
Adesso che gli ho dato una risistemata posso partire, me ne vado a Vienna per qualche giorno... scusa ufficiale e' il solito grosso meeting, che mi paga il biglietto d'aereo per andare a divorare Wienerschnittzel grandi come una pizza accompagnate da boccali di birra assieme a 3 vecchi amici dell'universita', 2 dei quali fanno il PhD li. Scusa per tornare ancora una volta in una citta' che mi e' sempre piaciuta moltissimo... scusa per staccare un po'...
Ci vediamo tra qualche giorno, spero che nel frattempo troviate accogliente il nuovo Hoochy
See you soon kids
Quinta prova di A&D... si deve parlare d'amore... ora, ma dico io, proprio d'amore?
... mi ero gia' giocato la carta romanticismo qualche prova fa... e poi lo sanno tutti che nn sono molto bravo in queste cose...
Cmque... qui c'e' la prova... siccome il compito diceva che dovevo raccontarla, ho pensato bene di capovolgere le cose ancora una volta, rimescolare le carte... e quindi anche questa volta la storia non la racconto io, ma qualcun'altro che parla con me (e chi mi conosce dovrebbe intravedermi) del mio innamoramento... spero si riesca a seguire... buona lettura
Era in piedi su una panchina con in mano una boccetta di liquido per fare le bolle di sapone... aveva un’espressione di pace, di tranquillita’... un sorriso, un soffio... bolle, bolle di tutte le dimensioni... bolle lucenti vengono soffiate via, passano sotto il naso di bambini che cercano di prenderle, di averle... volano nel vento e passano davanti ad adulti che sfrecciano di fretta, gente indaffarata che nn ha tempo... volano via, salgono prese da un improvviso colpo di vento... riempiono la piazza...
Fece ancora un soffio di bolle, poi, mentre stava abbassando lo sguardo lo vide venire verso di lui... fece una specie di leggero sorriso, forse un piccolo ghigno. Chiuse la boccetta, la passo’ a un ragazzino vicino che la prese come fosse il regalo piu’ bello del mondo, scese dalla panchina e gli si fece incontro.
Arrivarono l’uno di fronte all’altro, sorrisero guardandosi in silenzio.
Fece un cenno col capo e sempre in silenzio si avviarono per la viuzza che portava verso la scogliera, era una bella giornata d’inverno... il cielo era di un blu cristallino... dipinto da qualcuno dei bambini di prima... il vento si infilava nello stretto passaggio tra le case di pietra e portava il profumo pungente del mare.
Arrivarono sulla ‘terrazza’ sopra gli scogli e si appoggiarono con le braccia sulla ringhiera e lo sguardo rivolto verso il mare.
‘Mi e’ sempre piaciuto' disse, rompendo il silenzio, 'vengo a salutare il mare ogni giorno... mare d’inverno: grigio striato di verde e di nero... increspato di bianco... sbatte sugli scogli e si distende sulla spiaggia...’
‘E’ bello rivederti... come stai?’
‘Sto bene... come sempre...’ rispose lui facendo un leggero sorriso ‘che cosa ti porta da queste parti?’
Sorrisi... i convenevoli non erano mai stati il nostro forte... come forse non lo sono tra nessun vero amico.
‘A breve mi devo incontrare con il Capo... diciamo domani, dobbiamo parlare di un po’ di cose e ci sono buone possibilita’ che tu sia uno degli argomenti dell’incontro’
Si volto’ per guardarmi, lentamente, con uno sguardo interrogativo, ma tranquillo ‘Ah si? E come mai?’ chiese.
‘Lo sai bene, si continua a parlare di te... e anche questo a Lui non fa molto piacere... a mio parere sarebbe meglio per tutti se tu rientrassi...’
Torno’ a voltarsi verso il mare senza dire nulla, ripresi a parlare: ‘ e’ chiaro che Lui ti voglia ancora bene ed e’ altrettanto chiaro che questa situazione nn fa stare bene nemmeno lui... Tu ti penti, Lui ti perdona e tutto torna come prima.’ continuai ‘Quando Lo incontrero’, posso tastare il terreno e magari suggerirGli una soluzione di questo tipo... ma prima devo sapere cosa ne pensi tu’.
Lo guardai mentre tiro’ fuori il pacchetto di sigarette dalla giacca, ne prese una tutta storta e cerco’ di accendersela, ma il vento spegneva la fiamma dell’accendino... mi guardo’ alzando il sopracciglio, guardai l’estremita’ della sigaretta, la sigaretta si accese...
‘Grazie’ disse, tirando la prima boccata ‘alcune cose mi mancano un po’ disse sorridendo ‘E lei come sta’?’ chiese
‘Per favore...’dissi abbassando la testa...
‘Lei come sta?’ insistette
‘Sta bene...’
‘E il suo lui?’
‘Sta bene, sta bene anche lui, stanno tutti bene...’
‘Ne sono felice’ disse prima di fare un’altra boccata
‘Sei felice... No, no che non sei felice... e poi perche’ continui a farti questo... perche’ mi chiedi ancora di lei?’
‘Perche’ l’amavo... perche’ forse la amo ancora... o forse ne amo il ricordo...’
‘ E questo “amarla” a cosa ti ha portato? Eri forte, alto e antico, rispettato... forse temuto... e adesso?’ ‘ A che scopo? A quale pro?’
Si volto’ verso di me, ancora una volta con calma, i suoi occhi... i suoi occhi erano... calmi, profondi... pace con un leggero velo di tristezza... nn riuscivo a leggerlo, era come fosse ancora un angelo... almeno in parte...
‘Tu non capisci proprio vero?’ disse ‘Io sono vecchio quanto questo mondo, l’ho sempre guardato... da lontano e da vicino da molto prima che arrivassi tu e tanti dei tuoi compari... da prima che l’uomo vi posasse piede’ fece un’altra boccata ‘Con gli uomini ho camminato fin dagli inizi... li ho ascoltati, li ho aiutati... li ho anche puniti...’
‘Si, ma questo cosa centra?’
‘Centra, perche’ giorno dopo giorno mi ci sono attaccato sempre di piu’... ho cominciato a camminare tra di loro... ho cominciato a farmi vedere da loro in una forma che potessero comprendere....’ ‘Ero stufo di stare dietro, o sopra, le quinte... ero con loro quando piangevano e quando ridevano... ma non potevo piangere o ridere con loro’
‘Ma questo continua a non avere nulla a che fare con lei...’ dissi io
‘Si che ce l’ha! ... perche’ questo cambiamento era gia’ cominciato quando l’ho incontrata... Semplicemente lei ha dato la ‘spallata’ finale... di lei volevo prendermi cura, con lei volevo piangere e ridere... io volevo piangere e ridere ASSIEME a lei...’ disse voltandosi verso il mare
‘Gia, piangere... almeno fossi con lei adesso... a che scopo?? Rinunciare a tutto per qualche giorno di gioia e tanti di lacrime?’
‘Te l’ho detto... tu nn puoi capire... rinunciare a cosa? Ad essere sopra ogni cosa? A non essere toccato da nulla? E questo sarebbe un premio... o e’ una condanna?’ disse ‘Li hai visti quei bambini prima? Hai visto la gioia nei loro occhi sgranati guardando le bolle di sapone? Quanto dura una bolla di sapone? A che scopo fare bolle di spone?’
‘Appunto, dissi io ‘nn ha senso... nn durano.. fanno felici solo i bambini e solo per poco... creature semplici...’
Scosse la testa ‘Hanno senso proprio perche’ li rendono felici... perche’ la bolla non dura, ma li fa gioire... e fa sorridere anche gli adulti, seri e indaffarati... una bolla di sapone strappa sempre un sorriso...’ ‘L’amore non dura... come non dura una bolla... ma scalda... ti porta altissimo e poi ti butta giu di sotto... ti fa tremare e ti fa sentire imbattibile... ti fa ridere e ti fa piangere’
‘ E allora’ esclamai io ‘ vale la pena perdere tutto per piangere?’
‘Non lo so se ne vale la pena... so che io non ho avuto scelta... so che rifarei tutto, sapevo che non sarebbe durato... niente degli uomini dura... io ho lasciato quello che avevo, e che avevo avuto per troppo a lungo, per avere qualcosa di bellissimo ed effimero... una fiammata... caldissima e abbagliante...’ ‘ E anche quando si spegne, quando finisce... nn sara’ mai piu’ come era prima... il ricordo di lei... di risa e pianti assieme sra’ sempre con me’
‘Ma perche’ non le hai spiegato cosa eri e a cosa avevi rinunciato? Forse avrebbe capito... forse ti amerebbe ancora...’
‘Perche’ era giusto cosi’... perche’ era una mia scelta e di nessun altro... perche’ “Ti amo” e’ oggi... e non si puo’ fare nulla per inchiodarlo qui anche domani...’
Rimanemmo in silenzio a guardare il mare...
‘Cosa vuoi che Gli dica?’ chiesi
‘Nulla... non sono pronto a tornare e non so, se e quando lo saro...'
Fece rotolare lentamente il mozzicone della sigaretta tra pollice e medio e lo fece volare via con un colpo secco delle dita... segui’ la brace roteare in aria fino a quando cadde per terra spegnendosi... si volto’... era da solo...
Sorrise, si mise le mani in tasca e si avvio’ verso il paese.
Metto a fuoco una frase che si ripete mentre esce dagli speaker ‘Sometimes you just have to walk away’… rientro dal mio vagabondare con le mente altrove, rientro e mi ritrovo davanti allo schermo da cui ero partito, credo, qualche minuto fa…
‘Sometimes you just have to walk away’
What if you can’t? What if you have no choise but keep going…
Oggi sono fermo… perche’ nn potro’ ‘walk away’... ma almeno mi posso fermare, posare tutto e sedermi per terra...
Ieri era un urlo in aria a squarciagola e vene del collo gonfie, nella mente, perche’ nn mi e’ concesso nemmeno questo... diventano un pugno scagliato con forza, come uno stupido diciasettenne che vuole fare colpo sui coetanei... perche’ ‘fa figo’ ed e’ plateale... almeno ero da solo...
Ieri era rabbia e frustrazione... per due anni che sembrano buttati... per l’ennesimo test negativo... ‘banale’ ma importante...
Ieri... oggi no, oggi e’ un labbro con un piccolo taglio per essermelo morso troppo forte durante la notte e un ginocchio che si lamenta per l’allenamento di ieri sera.... oggi e’ neve su Londra... ma soprattutto, per me, oggi e’ una pausa, oggi e’ posare tutto e sedersi per terra da solo.
Lo so gia’ che domani dovro’ raccogliere tutto e ripartire... e che, anche potendo, forse nn riuscirei comunque a ‘walk away’... oggi e’ quiete... o forse sarebbe piu’ giusto chiamarla rassegnazione... perche’ e’ un PhD e perche’ sono IO e quindi perche’ non ho altra scelta che alzarmi, raccogliere le mie cose e ripartire, ancora una volta...
Domani...
(On air: Promises, Badly Drawn Boy)
Sulla 'SMEMO' dell’anno prossimo (la fanno ancora?), il 18 gennaio ci sara’ la seguente frase:
Conoscenza e indecisione vanno spesso assieme, ma non decidere e’ la peggiore delle decisioni possibili
Partorita dal sottoscritto in un dialogo su msn ieri sera... cosi, di getto...
Pochi minuti dopo, tutto orgoglione della mia dialettica, sono andato a sviluppare la lastra di un esperimento e mi sono ritrovato dinanzi al risultato di una palese fesseria da ‘novellino’ (sempre opera del sottoscritto) compiuta nel pomeriggio, che mi ha fatto sputtanare l’intero esperimento... e un'intera giornata...
L’equilibrio e’ ristabilito!
Volevo buttare fuori un post prima che arrivasse la quarta prova di A&D, ma alla fine nn ce l'ho fatta... un po' per pigrizia, un po' perche' il 2007 si e' aperto all'insegna del ritmo sostenuto di fine 2006...
Nuova agenda, tante pagine bianche... e anche qualche proposito quest'anno...
Intano e' arrivato il primo compito per A&D, questa volta da tenere lo schema metrico della Divina Commedia... imbarazzante, il risultato si commenta da solo... le rime nn sono mai state esattamente il mio forte... anche questa volta ho preso "ispirazione" dal mio mondo, perche' altrimenti nn so scrivere...
E questa volta me la prendo con le Universita', le cosidette Torri d'avorio, centri d'eccellenza isolati dal mondo... Torri d'avorio si, ma in cui si lavora negli interrati alla luce del neon, in laboratori stipati con macchine ( e lucine ) di ogni tipo, ma dove l'accesso a un computer per guardarsi la posta va conquistato...
Un limbo vero e proprio in cui si fermano in tanti, un po' per paura di uscire, un po' perche' spesso e' facile restare e un po' perche' di questa ricerca ne sono innamorati veramente... borsisti e dottorandi che si fanno sfruttare dai loro padri-padroni e un po' sfruttano questo limbo come un parcheggio 'che intanto non ci penso'... e si aspetta (spera?) di pubblicare un articolo e si spera che esca un bando in cui quello con le "referenze" sei tu...
Perche' questo mondo un po' l'ho visto e un po' ne faccio parte... e mi pareva giusto farci fare un giro all'ottimista poeta e chiudere citando Prometeo... (auto celebrazione?)
“Nel mezzo del cammin di nostra vita”…
Codesto, si, mi garba come inizio,
cogitava il poeta in gita
andando a svolger l’odiern offizio
ma, vagando tra volta e manca,
fini’ confuso dinanzi ad un tizio
maglietta stretta ed aria stanca
occhiali in viso e capelli dritti...
“Chi sei tu, se favella non ti manca?”
Chiese il poeta tra dubbi suoi fitti
“Tom, son io, e guida son a farti
per breve cammino tra miei coscritti,
cosi che io possa di noi parlarti”
Disse il ragazzo dinanzi lui stando
“Donde siamo noi, devo domandarti”
Fece dunque il poeta sussultando
“Non e’ questo paradiso ne’ inferno,
este mura un limbo van celando.
Vieni meco nel di suo interno,
piu’ chiaro il tutto sara’ guardando.”
Ivi movendo nel ventre suo materno
mentre si stava ormai entrando
destai lo sguardo, di avorio bianco
torre cui soglia si stava varcando.
Non verso le stelle prendemmo lo fianco
bensi’, lo buio, decisi puntammo
scenden’ scale fino quasi esser stanco
In un androne infine giungemmo
ove bizzarre creature in branco
di fronte al caffe’ strani guardammo
“Chi son dunque loro, cinti di bianco?”
“Loro furon si’ matti da restar studiando,
ora son qui con il loro inceder stanco
e bevon caffe’ mentre si van celando.
Loro seguiron virtute e canoscenza
ma ora tesisti li stanno cercando
se non professori, nomi di scienza,
sempre lor pronti con qualche comando
a spinger codesti verso demenza.
Dopo laurea qui restan sostando
son dottorandi oppure borsisti,
loro son qui che stanno aspettando
che fato si sbrighi a renderli tristi.
Facile era al tempo restare
prender la scelta con meno imprevisti,
ora nel limbo, si trovan a stare!
Muoviamo oltre, che tu possa scoprire
dove siam noi soliti stare
prima dell’ora tua di ripartire.”
“Lasciate ogni speranza, voi ch’intrate”
parole stavano ad ammonire
sopra la porta ad altezza testate
Sotto luce di neon passo la soglia,
giusto la voce che dice “Scappate!”
Da ogni anfratto esce marmaglia
lo spazio angusto e’ pien di lucine,
son tutti su Tom come fosser ‘na maglia
tutti tesisti con lor “domandine”...
Su’ la sottana, fuggo veloce
spazio piccolo, sembriam sardine
lab non pensavo esser si feroce...
Mai pago’, foco portare all’omo!