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Tra vent'anni nn sarete delusi delle cose che avete fatto ma da quelle che nn avete fatto. Allora levate l'ancora, abbandonate i porti sicuri, catturate il vento nelle vostre vele. Esplorate. Sognate. Scoprite. Mark Twain

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giovedì, 31 maggio 2007

And so it is...

Angeli e Diavoli e' finito... e BearUK si e' piazzato terzo nella classifica finale, tutto sommato non male.

E' stato un bel gioco e anche se ogni bel gioco dura poco, questo andava avanti da Novembre... resta comunque un bel gioco. E' stato divertente per un po' dover scrivere a comando, avere la scusa per lanciarsi in racconti e modi di esprimersi diversi dai soliti... soprattutto e' stato bello sedersi al computer la sera, dimenticare la TV, cercare la colonna sonora adatta, accendersi una sigaretta e cominciare a rovistare dentro se stessi... alla ricerca di stati d'animo, di "sospiri e sorrisi", smuovere le acque per farli salire a galla ancora una volta... questa volta a comando, per poi osservarli e dipingerli, fissarli con qualche rozzo colpo di colore su una tela che non esiste. Buttare quattro pennellate dei colori chiave e poi usarle come base per metterci attorno altro.

Ci sono sempre stato io nei racconti, sotto, dietro... c'ero io. Non so scrivere altrimenti. I colori erano i miei, magari mescolati assieme i prima con i poi, ma erano miei. Sempre.

E a dirla tutta sono anche stato soddisfatto di un paio di prove pubblicate, di come la tela qualche cosa suscitava a guardarla, guarda caso sono pure state le prove con i voti piu' bassi... ma tante'... non ha importanza. Bello e' stato fare finta di fare gli scrittori e bello e' stato conoscere un paio che scrittori lo sono quasi, o lo potrebbero essere, e un paio che hanno energia ed entusiasmo da smuovere mari e monti... complimenti a tutti loro.

Non resta altro che ringraziare tutti dai compagni di squadra agli avversari, dai giudici ai "lettori" che si sono sciroppati qualche bel 'mattoncino'... strette di mano, sorrisi e pacche sulle spalle.

Il gioco e' finito... e come a volerlo sottolineare, la mia connessione internet da casa e' morta il giorno dopo avermi concesso di postare l'ultima prova... era malata da tempo, ma ha tenuto duro fino alla fine.

E' stato un bel gioco.

postato da: BEARUK alle ore maggio 31, 2007 19:55 | link | commenti (2)
categorie: angeli vs diavoli
venerdì, 25 maggio 2007

Ultima prova A Vs D

E cosi arriva l'ultima prova di angeli e diavoli: ideazione di un altro "reality blog"

I 4 elementi

Selezione di 16 concorrenti sulla base di come si presentano, di come scrivono sul loro blog (riescono a suscitare qualcosa in chi legge) e della frequenza con cui scrivono

Selezione di almeno 4 giudici, sotto le vesti di ETERE (+ il sottoscritto ovviamente nella veste di giudice più alto ), possibilmente che abbiano già fatto qualche gioco simile in passato o comunque "navigati"

Prima prova: il tuo elemento. 

Libertà assoluta di svolgimento. Sulla base dei voti ricevuti i migliori 4 salgono al rango di capitani. La loro squadra sarà dell'elemento di cui hanno parlato. Se più di uno dovesse scegliere lo stesso la priorità andrà a chi ha avuto punteggio più alto. I capitani, a partire da quello col punteggio più alto, dovranno scegliere gli altri 3 componenti della loro squadra.

Seconda prova: basandosi sui simboli

aria contro terra e fuoco contro acqua. Prova individuale, tema sempre legato ad elemento. Punteggio dato ai singoli. Squadre che perdono, capitano deve nominare chi verrà eliminato.

Terza prova: Fuoco contro terra e aria  contro acqua. Tema cambia. Stesso sistema per eliminazioni

Quarta prova: prova di gruppo. Giocatori squadra che perde devono nominare chi verrà eliminato

Quinta prova: tema personale (amore, ricordo...). Terra si unisce ad acqua, fuoco ad aria. Sfida per i nuovi capitani. Il migliore delle 2 nuove squadre diventa capitano, i peggiori vanno in nomination (o vengono eliminati entrambi)

Difficile fare previsione di quanti giocatori siano rimasti nelle varie squadre a questo punto.

In linea di principio si prosegue con sfide a squadre, una possibilità che mi piacerebbe dare è che i capitani possano nominare chi prenderà parte alla sfida (invece che essere sempre tutta la squadra a partecipare)

Per le ultime prove le squadre lasciano posto a una sfida "tutti contro tutti" possibilmente con scontri diretti, cioè possibilità di sfidare direttamente qualcuno. I vincitori e i vinti si sfidano tra loro

Le tematiche delle prove saranno all'inizio legate chiaramente al "mondo dei 4 elementi" e di fantasia, per poi spostarsi sempe più sul personale (come in angeli e diavoli). In questa prospettiva le prove verranno valutate, soprattutto per la capacità di far "viaggiare" chi legge e per suscitare emozioni, lacrime o sorrisi. A seconda della bravura dei giocatori, potrebbero esserci prove che limitino il modo di esprimersi (es. rima, immagine, dialogo...)

Non credo prevederà sistema di voto "dal pubblico"... o  al massimo via msg privato a me (quindi solo utenti di splinder), ma questo dipenderà da livello di partecipazione dei giudici e da quanti rimarranno fino alla fine.   

 

postato da: BEARUK alle ore maggio 25, 2007 00:07 | link | commenti (4)
categorie: angeli vs diavoli
martedì, 22 maggio 2007

Warning: whinging in progress

Alle medie quando mi chiedevano che lavoro facesse mio padre rispondevo “il pendolare”. Non so bene come fosse cominciata ... io non avevo una chiara idea di cosa fosse, ma ai prof sembrava andare bene, annuivano come che fosse una risposta perfettamente chiara e precisa e la questione finiva li.

Probabilmente per la legge del contrappasso, anche io sono finito col fare il pendolare...

Se si dovessero definire le categorie di chi si mette in viaggio, i pendolari si considererebbero nella categoria semi-professionisti, e il semi- solo per ragioni di falsa modestia. Nella categoria all’altro estremo ci sono gli amatori, categoria tipicamente costituita dai vacanzieri, o i viaggiatori della domenica. Neanche a dirlo le due categorie sono divise da un solco di profondo odio, specie da parte dei semi-professionisti.

Il semi-professionista tipico pendola sull’autostrada in macchina da solo...  ci pendola ogni giorno, o il lunedi mattina e il venerdi sera... di solito lo fa a 180km/h, mentre e’ al telefono, sta leggendo il giornale e magari si fuma una sigaretta. Sorpassa ovunque ci sia uno spiraglio ed e’ ben felice di farti notare che ha tutti i fari accesi e funzionanti. E’ capace di capire se c’e’ coda per incidente 10 min prima fiutando l’aria e guardando il volo degli uccelli, conosce a memoria la posizione esatta di ogni sistema di rilevamento della velocita’ e non frena mai a meno che non sia assolutamente inevitabile, rallenta col pensiero.

La categoria amatori prende l’autostrada solo 2 volte l’anno: andata e ritorno. Basta.

Tipicamente la macchina e’ piena di gente e di cose... tra tutte queste cose spesso ci sono anche gli specchietti retrovisori e l’interruttore per i fari, solo che l’amatore non li ha ancora scoperti. Curiosamente sembra che il veicolo che gli amatori guidano, a prescindere dal modello, abbia un sistema di acceleratore e freno digitali, hanno solo 2 possibili posizioni:  1 o 0, acceso o spento, non esistono vie di mezzo.

L’amatore tipicamente guida con la schiena staccata dal sedile, profondamente concentrato su cio’ che non ha importanza ad esempio se e’ accettabile essere superati dal tale modello di auto, ritiene lo stare sulla corsia di destra come un disonore (specie se qualcuno gli ha lampeggiato) e non vedendo piu’ in la di 10mt, si accorge che c’e’ una coda per incidente 500mt dopo l’inizio della coda.

Col passare degli anni all’universita’ e con l’aumentare dei km e delle ore passate sulla A4 sono passato da una categoria all’altra e anche io sono finito con l’avere non proprio in simpatia gli amatori.

Quando mi sono trasferito qui sono rimasto pendolare, solo che adesso pendolo in aereo e, anche in aereo, ci sono le categorie semi-professionisti e amatori, soprattutto sui voli low-cost.

Cambia il modo di viaggiare, cambiano le situazioni.

Aereo significa essere sempre ammassati con un sacco di gente, senza nemmeno avere finestrino e abitacolo a dividere, significa serie continua di code, significa avere sempre qualche forma di bipede alta circa un metro che trova particolarmente interessante correre e/o strillare.

Quando devo fare Londra-Milano Milano-Londra in 36 ore e con una leggera dose di sonno da recuperare, la mia leggera intolleranza per gli amatori si trasforma in puro e semplice odio. Questo odio viscerale e’ a mio parere assolutamente giustificata.  Oltretutto la ferrea e tediosa routine che regola ogni passo del processo che avviene tra l’ingresso in un aeroporto e l’uscita da quello di destinazione non contribuisce al generale senso di rilassamento. Solite discussioni al check-in per chi ha il bagaglio che pesa troppo, solita fila che non avanza, solite domande “Ha niente di affilato o appuntito nel bagaglio a mano?”  “Qualcuno ha interferito col suo bagaglio?”  “Ha liquidi superiori a 100ml ?”  “Hai mai fatto sesso in aereo?”

Poi il solito controllo di sicurezza, solito sequestro di qualcosa di appuntito o liquido... solito arresto di qualcuno sospetto affiliato alla confraternita dei fornicatori tra i cieli.

 Dopo 30 sec che sto aspettando di far vedere a tutti cos’ho nella mia borsa, se quello prima di me non si e’ tolto dai piedi il mio occhio destro comincia a contrarsi in modo incontrollato e un filo di bava a scendere a lato della bocca. Sara’ per quello che poi vengo praticamente sempre perquisito anche se non suona nulla. Passo attraverso la porta del giudizio del terzo millennio e allargo direttamente le braccia “Le dispiace se la perquisisco?” - si, francamente, si -

Ieri sono sceso dall’aereo con sotto braccio la testa dell’amatore che ha tirato giu il suo bagaglio a mano addosso a me, ho preso a calci la valigia con le rotelle che mi continuava a tagliare la strada, ho immaginato di trucidare a colpi di trolley l’intera famiglia di chi si blocca fermo di traverso  all’uscita della zona recupero bagagli mentre decide da che parte andare.

Se sul treno non posso allargare le braccia e girare su me stesso senza toccare nessuno, la prossima volta vado all’aeroporto armato. Tanto poi il fucile lo spedisco, mica lo porto nel bagaglio a mano.

postato da: BEARUK alle ore maggio 22, 2007 16:55 | link | commenti (3)
categorie: viaggiare, io
sabato, 19 maggio 2007

NOTA:

devo raccontarvi di un gran party, ma non ora, devo andare a prendere un aereo per andare a una festa di laurea... con ancora un po' di postumo...

 vitaccia

 

postato da: BEARUK alle ore maggio 19, 2007 12:54 | link | commenti
categorie:
venerdì, 11 maggio 2007

Libriamo?

Comoda e placida attesa che i miei ennesimi western giungano a conclusione, almeno vincessero gli indiani una volta ogni tanto, semi-sommerso da articoli letti e da leggere... con una tesi di upgrade da scrivere ma completamente sprovvisto della voglia necessaria...

In fase acuta di intossicamento da Angeli e Diavoli - contro ogni previsione sono arrivato in finale, ma questo sara' argomento per altro post - e quindi preso da ondata pseudo-seria cultural-letteraria... o letterina, mi sento nel mood perfetto per un altro post dedicato ai libri

Nella categoria libri appena letti segnalo per opposti motivi

Si, viaggiare. Come, quando, con chi, perche' (Folco Quilici e Corrado Ruggeri)... pessimo, unica cosa interessante dell'intero libro e' il titolo. Per il resto e' diviso in un'accozzaglia di consigli banali (come gestire un'avventura in un villaggio turistico) per viaggiatori della domenica  scritto da chi (nonostante l'immensa esperienza) non sembra essere in grado di distinguere tra viaggiare ed andare in vacanza. Per fortuna non mi capita spesso di beccare un libro cosi deludente ripetto alle aspettative.

Tutt'altra cosa e' Un indovino mi disse di Terzani.

Sono generalmente contrario ai "fenomeni di massa"... forse snobbismo innato, e quindi ho a lungo e volutamente ignorato le pile di libri di Terzani presenti in ogni libreria in cui entrassi. Poi un'amica che ormai vive a Hong Kong mi ha caldamente consigliato questo libro nel periodo in cui cominciavo ad essere incuriosito dall'Asia e abbastanza 'lanciato' verso la letteratura di viaggio. Cosi e' finito nella mia borsa. Devo ammettere che M. aveva ragione, la storia di un viaggiatore che sceglie di piegarsi alla profezia e per un anno gira l'Asia arrivando fino alla 'sua' Firenze senza mai volare e' una storia che vale decisamente la pena leggere.

Libri che sto leggendo

Cosi parlo' Zarathustra di Nietzsche... in realta' lo sto leggendo da un anno, ma va preso a bocconi... e ammetto che lentamente sta diventando una sfida piu' che un piacere da leggere. Scaraventa in una dimensione tutta sua... pero' alcune affermazioni colpiscono e stimolano

Professione Peacekeeper di Andrea Angeli. Cominciato da poco, non posso dire molto... storia (un po' fredda a dire la verita') di un funzionario dell'UN che ha vissuto una vita nei posti piu' incredibili... tipicamente da dove la gente sarebbe volentieri scappata. Ti sei mai chiesto/a cosa saresti potuto finire a fare?

Libri appena comprati:

La fabbrica del consenso di Chomsky. Voce fuori dal coro, l'ho conosciuto con 11 settembre e l'ho riletto con Dopo l'11 settembre... cerca di fare luce anche sull'altra faccia della medaglia. Se non sapevate o se vi suona ironico che l'unica nazione mai condannata dalla corte internazionale per terrorismo siano gli USA, vi consiglio di leggerli... sono poche pagine e potrebbero rivelare qualche sorpresa.

La filosofia in quarantadue favole di Bencivenga Ermanno... essenzialmente mi piaceva il titolo e amo i libri di filosofia poco pretenziosi

Ultimo Ventisette anni e non sono ancora morta di Arkangel. Qui devo ringraziare Davila... io credevo Arkangel fosse solo un genio sulla terra sotto forma di blogger, trovato per caso tra link di altri, Davila mi ha fatto scoprire che ha anche pubblicato 3 libri, questo e' l'ultimo. Se credete di essere bravi blogger, magari pure con qualche aspirazione... se avete un blog per poter leggere "come scrivi bene" o "bellissimo", se commentate nei 10 minuti che seguono il commento di un vostro ammiratore, andate a leggere lei. Lei che non da nemmeno la possibilita' di lasciare commenti, che non mostra contatori... e che cammina agilmente sulla sottile linea tra genio e follia... andate e sentitevi piccoli mentre vi ritroverete a ridere da soli davanti a uno schermo.

postato da: BEARUK alle ore maggio 11, 2007 18:46 | link | commenti (3)
categorie: libri
lunedì, 07 maggio 2007

Scatola da scarpe

Semifinale di Angeli e Diavoli

Anche questa volta viene chiesto di farmi un bagno nel fiume dei ricordi

Ricordo fa rima con ritorno... segno del tempo che passa quando tornare comincia ad avere un po’ del sapore dell’andare... tempo che passa, che è passato... perchè oggi è altrove, casa è altrove, ma adesso, ora, è qui. Perchè di tante case in cui ho vissuto e vivo, questa è l’unica che è sempre stata e, spero, sempre sarà.

Casa.

Un grande cancello di ferro battuto e un viale di pietra rosa tra chiome di alberi verdi introducono in un luogo sempre uguale eppure circondato da segni del tempo che indifferente passa.

Un cane ormai vecchio mi viene a prendere scodinzolando al cancello

Mentre gli accarezzo il muso sorrido sollevato perchè mi sento a casa... anche questa volta, mi sento a casa.

Camminiamo assieme lungo il vialetto, mi riempio gli occhi di mille sfumature di verde e di un cielo blu di bora. Lascio la sacca all’ingresso, prendo una mela entrando in cucina e comincio il solito veloce giro per la casa scortato dal cane. Il giro è in realtà solo una scusa, un rallentare l’arrivo alla destinazione... un assaporare l’aria e i passi prima di afferrare la maniglia ed entrare in quella bolla che è la mia stanza.

Qui proprio nulla è cambiato se non per la piccola pila di posta che ancora arriva a questo indirizzo e che mio padre accumula sulla mia scrivania.

L’aria è ferma, immobile... carte e foto sparse... qualche appunto a penna, sembra che qualcuno sia uscito lasciando tutto com’era e non sia più tornato.

Siedo sulla sedia che apparteneva a quel ragazzo cercando di ricordarmi com’era... ogni oggetto è un ricordo, ogni foto ha un sorriso... un pannello di sughero sul muro tiene inchiodati con tante puntine altrettanti ricordi che si coprono e sovrappongono... su un pezzo di carta strappato sta sopra tutti una frase scritta a mano che ormai non si legge più.

Resto per un po’ nell’ovatta di tanti ricordi diversi... aspetto che il mio animo si sciolga... sento i colpi di vento che scuotono il mio io presente... gli stati d’animo di quel ragazzo impregnati in ogni cosa colpiscono quello dell’uomo di oggi...una dolce tortura, un’introduzione per preparare al gran finale, senza fretta, assaporando ogni momento.

Conosco perfettamente il prossimo passo, in piedi sulla sedia, sopra lo scaffale più alto, una scatola da scarpe blu si nasconde da sguardi casuali.

La scatola da scarpe blu racchiude i ricordi che non possono essere ancora guardati. I ricordi che devono essere scacciati quando vengono alla mente, i ricordi che devono essere chiusi in una scatola e messi da parte. Di scatole da scarpe blu ne ho avute tante, cassetti nella mia testa ben chiusi... fisicamente ne ho una sola, nascosta al centro dei miei ricordi.

Tutti imparano ad avere una scatola da scarpe blu.

Tutti imparano che guardare in viso certi ricordi riempie l’aria di sospiri e lacrime, ricordi troppo tristi... o più spesso, ricordi troppo belli... ricordi che vanno messi via, chiusi in un angolo, fuori dalla vista perchè non rovinino il presente

Ogni tanto è bello andare a prendere la sedia, salirci sopra in piedi e andare ad afferrare la scatola. Tenerla in mano, coperta di polvere... la mia non è stata aperta da un pezzo.

A volte, specie all’inizio, viene voglia di sollevare il coperchio solo da un lato e sbirciarci dentro... per vedere che effetto fa... tante volte il coperchio viene  richiuso di scatto prima di risalire sulla sedia con gli occhi lucidi e cacciare la scatola in un angolo ancora più fuori portata. Altre volte a forza di guardarci dentro il contenuto perde la sua forza, la scatola può essere aperta e i ricordi tolti possono prender il loro posto su scaffali, album di fotografie o semplici memorie.

Non questa volta

Sollevo il coperchio lentamente e lo appoggio sulla scrivania

Guardo dentro una tempesta di ricordi di sorrisi impiastricciati di lacrime e sospiri... e i un attimo la tempesta me la ritrovo dentro...  tocco... foto, lettere, biglietti...

Sento il nodo in gola che si stringe inesorabile mentre prendo una pietra liscia... marrone, striata di verde, simbolo di una notte e di un amore adolescenziale, simbolo di sciocche promesse allora solenni. E’ ancora calda.

La poso per prendere un vecchio orologio da taschino fatto d’ottone, passato da padre in figlio nella mia famiglia, regalo di laurea ‘simbolo di una vita inseguendo ideali  più che di beni materiali’... simbolo di una famiglia che, a modo suo, ha sempre cercato di starmi vicino pur insegnandomi ad andare lontano.

Tra tanti pezzi di carta, lettere, biglietti e foto non scattate trovo anche un ciondolo... per la precisione solo metà di un ciondolo, di quelli che si spezzano in due.

Un sole.

Perchè tale ero io... un punto fisso, il centro di gravità della vita mia e di qualcun altro. Assieme c’è la foto di lei vicino alla mia moto di allora... foto di una giornata come tante, assieme.

Gli occhi mi si bagnano mentre il nodo in gola chiude definitivamente la sua morsa, un singhiozzo fa cascare una lacrima sul ricordo di qualcosa che non ho più.

Ecco, la crosta adesso è  rotta, l’animo per un momento si spezza e torno ad essere quel ragazzo per il tempo di un singhiozzo... tutto è più semplice... lascio vagare mente e cuore e mi lascio investire da quello che esce dalla scatola prima di rimettervi il coperchio e di posarla lentamente su uno scaffale. Penso a cosa è successo a quel ragazzo che ricordavo uguale a me e a cosa potrebbe essere quel ragazzo oggi, ma solo per il tempo che mi ci vuole per arrivare alla porta. Esco dalla stanza asciugandomi gli occhi con il dorso della mano.

Sono contento di avere quella scatola da scarpe blu

Sono pronto a ripartire

 

Il tempo

Se ne andava del suo passo, e non sai mai se è femo o sta correndo, nè vecchio nè giovane.

Ma la donna bella che gli passò accanto veloce gli fece intanto accelerare il cuore, e ciò è già strano, perchè si sa che il tempo è galantuomo, ma non che abbia un cuore.

Era una donna vestita del colore del fumo e del fulmine.

Fecero di corsa il giro del mondo 3 volte e non andarono in nessun posto, finchè non restò indietro e lei lo salutò correndo, perchè nn poteva fermarsi.

Il Tempo era triste e pareva piu’ vecchio di prima. Sulla sua strada incontrò uno più vecchio di lui, che sembrava camminasse e invece muoveva solo le gambe, con la testa sempre girata indietro, tanto che gli unici muscoli di quel corpo flaccido erano nel collo.

Per parlarci dovevi stargli dietro, ma i suoi occhi ti passavano oltre lo stesso, come se mirasse a qualcosa ancora piu’ in la’, nella Terra Introvabile.

Penso’ che era un tipo ben noioso, quasi da fargli rimpiangere la donna di fretta. Oddio! Bastava stargli vicino e quesi pensieri ti si ficcavano sottopelle: << avrei potuto avrei dovuto se avesi se fossi...>>

Gli bastò fare un balzo avanti - e un balzo non è cosa facile per il Tempo - e sparì. Sentì solo che diceva ancora: <<Assieme avremmo potuto...>>

Era stanco. Si sedette sulla riva di un fiume, la dove le acque si confondevano col mare e i colori restavano tuttavia diversi. Si preparò la pipa e sospirò.

L’aria era dolce e la sabbia tiepida sotto i suoi piedi nudi.

(Andrea Bocconi)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

postato da: BEARUK alle ore maggio 07, 2007 21:45 | link | commenti (5)
categorie: io , angeli vs diavoli
mercoledì, 02 maggio 2007

Greeks stick together and Italians are cheesy

Non mi metto nemmeno a cercare di tradurre ‘cheesy’… non esite una traduzione, nemmeno gli inglesi puro sangue riescono a spiegarlo senza giri di parole

‘Something cheesy is... cheesy. There’s no other way to describe it’

 

Non sono mai stato un bravo studente... non so bene perche’, pero’ non lo sono mai stato.

Dopo un duro impatto col liceo durato i primi due anni, mi sono piacevolmente adagiato attorno o subito sotto la media del 7 (con i miei sistematici corsi di recupero) e dopo un impatto altrettanto duro con l’universita’ (non si puo’ dire che sia uno che sovrastima gli ostacoli) le cose hanno cominciato a girare regolarmente. Forse nel mio profondo non ho mai pensato che il 30 valesse lo sforzo necessario... certo, qualche 30 l’ho preso ma solo perche’ sono stato capace di prendere in mano il timone dell’esame e portarlo dove volevo io (bellezza degli esami orali).

Ho comunque avuto le mie impennate d’orgoglio... che ricordi ho posticipato un solo esame in piu’ di 5 anni, e solo perche’ non cambiava nulla, ho dato 10 esami in un anno (per il vecchio ordinamento erano un’utopia), e ho rifiutato un solo voto, l’ultimo. Impennate di orgoglio perche’ magari non do’ grande importanza ai voti, ma la do’ a come mi considero io...

Un giorno d’estate qualcuno mi ha chiesto se volevo essere un ‘mediocre’... e per un attimo il mondo si e’ fermato.

Fattosta’ che io non sono mai stato un bravo studente... e anche tutta questa cosa del PhD (chiamarlo dottoratodiricerca mi fa paura) mi fa sorridere e mi fa sorridere “la gente” che pensa che io debba essere uno ‘studioso’ per forza. Invecchio (maturo?) ma dentro mi sento lo stesso che organizzava spedizioni punitive a rubare la merenda ai 'primini' o a fregare i compiti in classe nella stanza docenti, lo stesso che andava a lezione all’uni con maglietta con scritto ‘ERO BELLO’ e pistola d’acqua, lo stesso che giocava a fare il bob con una sedia con le rotelle spingendo un’altra PhD giu per il corridoio dell’ospedale. E poi finisce che "la gente" qui non mi prende sul serio.

C’e’ una stagione per ogni cosa

Oggi qualcuno e’ entrato in lab e mi ha chiesto come mai sono diventato uno studente tranquillo e serio. Un bravo studente.

Non lo sono.

Il PhD lo faccio come sfida personale. Quindi non sono capace di prenderla alla leggera, quindi tiro e studio, quindi non riesco a non metterci tutto me stesso e lo stesso vale(va?) per pallavolo e per A&D.  Vincero’ anche questa del PhD, ormai ne sono quasi convinto.

Se sono tranquillo e’ perche’ ho poca scelta. Perche’ c’e’ una stagione per ogni cosa... come si guardano le giornate accorciarsi d’inverno, cosi guardo il mio intorno, non mi rende particolarmente felice, ma va bene cosi.

Torneranno ad allungarsi.

The kid is still alive.

postato da: BEARUK alle ore maggio 02, 2007 13:19 | link | commenti (4)
categorie: di esperimenti e lab, io