A giocare prima o poi ci si fa male... legge ineluttabile, prima o poi... cosa seria o da poco, ma a giocare ci si fa male... e questo vale essenzialmente per qualsiasi gioco.
Se vuoi giocare lo accetti, te la metti via, cosi e' per tutti, cosi sara' per te... niente eccezioni.
Altrimenti non giochi. Stai fuori, sugli spalti... lontano dalla mischia... stai a guardare.
Li non ti fai male. Sugli spalti e' pieno di gente che si lecca le ferite, o di gente che, a giocare veramente, non ce l'ha mai fatta...
Ho provato a spiegarti che quello che conta veramente e' buttarsi... gettarsi a capofitto, dare tutto... e, anche se perdi, sara' sempre meglio che non aver mai giocato.
Ti ho spiegato che ti farai male, che abbiamo tutti le nostre cicatrici piu' o meno visibili... ma che non puoi restare sugli spalti tutta la tua vita... e che il gioco ti inebria, il gioco, non il premio, e' l'unica cosa che conta veramente...
Non e' servito.
Io ora vado... e tu resti... sugli spalti... al sicuro...
Sopravvivi invece di vivere.
Ad una garetta dei 100mt al liceo, mi chiesero con che piede volevo partire, quale pedana volessi piu' avanzata: quella per la destra o quella per la sinistra. Risposi che non ne avevo idea.
Mi dissero di mettermi a piedi uniti, di chiudere gli occhi e di sbilanciarmi in avanti.
Cosi feci, un po' perplesso, e per non cadere mossi in avanti le gamba destra.
Bene, mi dissero, quello e' il piede che va avanti... ricordatelo perche' il trucco funziona una volta sola, solo la prima, quando non sai cosa stai facendo ma ti guida esclusivamente l'istinto. Se la tua mente sa cosa stai facendo e perche', non funziona piu'... non e' piu' spontaneo
Non so se sia vero... non so nemmeno se importa che sia vero o meno... importa che non possa piu' riprovarci, importa che abbia trovato il piede che va davanti.
La gara era ancora tutta da fare, ma io avevo trovato il primo passo...
chiudendo gli occhi e sbilanciandomi.
Va bene, va bene,
VA BENE
E’ anno nuovo... e non ho fatto gli auguri a quasi nessuno... e che se gia’ di mio non sono forte nel fare le cose ‘che vanno fatte’ quest’anno ho pure dimenticato la SIM italiana a Londra... in realta’ l’avevo tolta io dal portafoglio prima del Brasile, assieme a tutte le cose che ‘nonmiservemasaichepallesemelarubano’... solo che nel portafoglio non ce le ho mai rimesse, sono tutte rimaste nel cassetto dei calzini a Londra. Arrivato in Italia, apro la patente (dove tengo la SIM) e t’oh... non c’e’... 5 minuti di riflessione su dove potesse essere... probabilmente cassetto dei calzini, casa mia, Londra.
Bene.
L’avessi dimenticata in un rientro X non sarebbe successo molto, dimenticata per il rientro di Natale/Capodanno significa che ad ora ci sono probabilmente un 5-6 persone da qualche parte che mi hanno tolto il saluto da quando si sono fatte sentire con messaggio carinocarino e io non ho nemmeno risposto... e loro non hanno provato a chiamarmi, magari ero in coma dopo essere andato a sbattere sciando contro una mucca, o magari una mucca mi era venuta addosso sciando... comunque... e io non so chi siano, anche se una o due le posso immaginare.
Dicevamo nuovo anno... magari iniziato con un 5-6 persone che ti augurano il cagotto, ma non di meno, anno nuovo... rientro a Londra e ri-avvicinamento a quello strano luogo chiamato scrivania, nel tentativo di capire dove sono e cosa ci faccio qui, e non solo in senso filosofico... e cosi mi casca addosso una libreria piena di cose da fare...
Pare che 2008 sara’ anno impegnativo, magari sancito anche da qualche inizio e da qualche fine... in diverse cose e’ giunto ormai tempo di fare ordine, non sono propositi di capodanno, ma sincera costatazione... che le ‘la barca’ la si puo’ lasciare andare per un po’, ma non per sempre... e gia’ tre persone mi respirano sul collo per lavoro, ma non solo...
Non resta altro da fare che cominciare, da dove ha poca importanza, tanto da riordinare ce n’e’... il problema e’ che non sempre e’ chiaro dove mettere cosa e soprattutto non tutte le cose resatano dove le metti...
Ah, buon 2008 anche a voi...