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Tra vent'anni nn sarete delusi delle cose che avete fatto ma da quelle che nn avete fatto. Allora levate l'ancora, abbandonate i porti sicuri, catturate il vento nelle vostre vele. Esplorate. Sognate. Scoprite. Mark Twain

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martedì, 06 novembre 2007

Saper cercare

Alice capisce tutto quello che c’e’ da capire. Quel che c’e’ da capire, dicevano i grandi, e’ dentro una grossa pentola, di quelle in cui bolle l’acqua per la pasta; solo che questa pentola non si puo’ piu’ usarla per bollire l’acqua perche’ qualcuno ha avuto la bella idea di metterci dentro tutto quello che c’e’ da capire. Cosi’ i grandi l’hanno nascosta in cantina, in mezzo a tante cianfrusaglie, e perche’ quel che c’e’ da capire non esca fuori e si disperda ai quattro venti l’hanno chiusa ermeticamente con del nastro adesivo, e sopra ci hanno messo un ferro da stiro, una chiave inglese e un’incudine – oggetti pesanti, insomma, per tenere il contenuto al sicuro.

Alice pero’non si e’ fatta scoraggiare dalle loro precauzioni ed e’ andata a cercare la pentola. La cosa piu’ difficile per lei e’ stata scendere in cantina: la scala e’ stretta e buia, e in fondo bisogna girare un angolo, e mentre si scende si ha l’impressione che dietro quell’angolo ci sia qualcosa di orribile, uno di quei mostri di cui parlano le favole – le favole finte, voglio dire, quelle scritte apposta per imbrogliarci e per spaventarci. Prima o poi, stringendo forte i denti e chiudendo gli occhi, Alice e’ arrivata in fondo alla scala; e quando ci e’ riuscita ha subito voluto riprovarci, e ha riprovato ancora e ancora, finche’ poteva farlo canticchiando e saltando i gradini a due a due. Superato l’ostacolo della scala, il resto e’ venuto liscio come l’olio: la porta della cantina non e’ chiusa a chiave, la pentola e’ li’ in bella vista e gli oggetti pesanti che ci sono sopra non c’e’ bisogno di sollevarli. Basta inclinare la pentola e cadono di lato, facendo un gran fracasso. Allora si tratta solo di togliere il nastro adesivo e alzare il coperchio.

Alice ha compiuto questa operazione piu’ volte. La prima volta e’ rimasta sorpresa, perche’ dentro la pentola non ha trovato nulla. Ha pensato che fosse l’ora sbagliata: che forse le cose si capiscono di sera, o di notte, o la mattina molto presto quando e’ gia’ chiaro ma non e’ ancora comparso il sole. Cosi e’ tornata, di sera, di notte e anche la mattina molto presto, muovendosi circospetta con i suoi piedini leggeri per non svegliare nessuno; ma la pentola era sempre vuota. Per un po’ Alice e’ rimasta delusa, e si e’ anche preoccupata . “Sta a vedere” pensava “che aprendo la pentola ho lasciato venire fuori tutto quel che c’e’ da capire, e adesso si e’ disperso ai quattro venti e nessuno lo trovera’ piu’.” “Ma no” si rispondeva poi da sola “ci sono stata bene attenta. Non ho visto niente che usciva. E, se non ho visto niente, cosa c’era da capire?”

Alla fine, Alice ha capito. Ha capito che i grandi avevano torto: quel che c’e’ da capire non si mette in una pentola, non si nasconde in cantina, perche’ non puo’ venirci da fuori, non puo’ esserci dato da un altro. Ha capito che si capisce sempre quel che abbiamo dentro, e se lo capiamo bene possiamo anche farlo venire fuori, e costruirci case e ponti e automobili e trattori; ma, se non capiamo quel che abbiamo dentro, fuori non c’e’ niente da capire.

Quando ha capito, Alice ha richiuso la pentola con il nastro adesivo e faticosamente ci ha rimmesso sopra il ferro da stiro, la chiave inglese e l’incudine. Da allora passa molto tempo nella sua camera, a capire quel che ha dentro; poi esce e con quel che ha capito cambia il mondo.

Ermanno Bencivenga

La filosofia in quarantadue favole

 

E tu ce l’hai il coraggio di scendere per quelle scale?

Quante volte ci sei sceso giu’ per quelle scale, di notte o di sera, a cercare risposte che si possono trovare ma non si possono vedere?


PS forse uno dei libri piu' belli io abbia mai comprato

postato da: BEARUK alle ore novembre 06, 2007 19:48 | link | commenti (4)
categorie: libri, qualcuno ha detto, io
venerdì, 11 maggio 2007

Libriamo?

Comoda e placida attesa che i miei ennesimi western giungano a conclusione, almeno vincessero gli indiani una volta ogni tanto, semi-sommerso da articoli letti e da leggere... con una tesi di upgrade da scrivere ma completamente sprovvisto della voglia necessaria...

In fase acuta di intossicamento da Angeli e Diavoli - contro ogni previsione sono arrivato in finale, ma questo sara' argomento per altro post - e quindi preso da ondata pseudo-seria cultural-letteraria... o letterina, mi sento nel mood perfetto per un altro post dedicato ai libri

Nella categoria libri appena letti segnalo per opposti motivi

Si, viaggiare. Come, quando, con chi, perche' (Folco Quilici e Corrado Ruggeri)... pessimo, unica cosa interessante dell'intero libro e' il titolo. Per il resto e' diviso in un'accozzaglia di consigli banali (come gestire un'avventura in un villaggio turistico) per viaggiatori della domenica  scritto da chi (nonostante l'immensa esperienza) non sembra essere in grado di distinguere tra viaggiare ed andare in vacanza. Per fortuna non mi capita spesso di beccare un libro cosi deludente ripetto alle aspettative.

Tutt'altra cosa e' Un indovino mi disse di Terzani.

Sono generalmente contrario ai "fenomeni di massa"... forse snobbismo innato, e quindi ho a lungo e volutamente ignorato le pile di libri di Terzani presenti in ogni libreria in cui entrassi. Poi un'amica che ormai vive a Hong Kong mi ha caldamente consigliato questo libro nel periodo in cui cominciavo ad essere incuriosito dall'Asia e abbastanza 'lanciato' verso la letteratura di viaggio. Cosi e' finito nella mia borsa. Devo ammettere che M. aveva ragione, la storia di un viaggiatore che sceglie di piegarsi alla profezia e per un anno gira l'Asia arrivando fino alla 'sua' Firenze senza mai volare e' una storia che vale decisamente la pena leggere.

Libri che sto leggendo

Cosi parlo' Zarathustra di Nietzsche... in realta' lo sto leggendo da un anno, ma va preso a bocconi... e ammetto che lentamente sta diventando una sfida piu' che un piacere da leggere. Scaraventa in una dimensione tutta sua... pero' alcune affermazioni colpiscono e stimolano

Professione Peacekeeper di Andrea Angeli. Cominciato da poco, non posso dire molto... storia (un po' fredda a dire la verita') di un funzionario dell'UN che ha vissuto una vita nei posti piu' incredibili... tipicamente da dove la gente sarebbe volentieri scappata. Ti sei mai chiesto/a cosa saresti potuto finire a fare?

Libri appena comprati:

La fabbrica del consenso di Chomsky. Voce fuori dal coro, l'ho conosciuto con 11 settembre e l'ho riletto con Dopo l'11 settembre... cerca di fare luce anche sull'altra faccia della medaglia. Se non sapevate o se vi suona ironico che l'unica nazione mai condannata dalla corte internazionale per terrorismo siano gli USA, vi consiglio di leggerli... sono poche pagine e potrebbero rivelare qualche sorpresa.

La filosofia in quarantadue favole di Bencivenga Ermanno... essenzialmente mi piaceva il titolo e amo i libri di filosofia poco pretenziosi

Ultimo Ventisette anni e non sono ancora morta di Arkangel. Qui devo ringraziare Davila... io credevo Arkangel fosse solo un genio sulla terra sotto forma di blogger, trovato per caso tra link di altri, Davila mi ha fatto scoprire che ha anche pubblicato 3 libri, questo e' l'ultimo. Se credete di essere bravi blogger, magari pure con qualche aspirazione... se avete un blog per poter leggere "come scrivi bene" o "bellissimo", se commentate nei 10 minuti che seguono il commento di un vostro ammiratore, andate a leggere lei. Lei che non da nemmeno la possibilita' di lasciare commenti, che non mostra contatori... e che cammina agilmente sulla sottile linea tra genio e follia... andate e sentitevi piccoli mentre vi ritroverete a ridere da soli davanti a uno schermo.

postato da: BEARUK alle ore maggio 11, 2007 18:46 | link | commenti (3)
categorie: libri
giovedì, 14 settembre 2006

Una bella frase

Concedimi la serenita’ di sopportare le cose che non posso cambiare.

Il coraggio di cambiare quelle che posso cambiare.

E la saggezza di coglierne la differenza.

Una bella frase...

E poi il titolo del libro: ‘Datemi retta, qualcosa si puo’ fare (per cambiare il mondo)

E poi e’ nella categoria narrativa di viaggio ed e’ autobiografico

E poi la scrittrice vive a Londra

 

Cosi decido, lo compro e comincio a leggerlo... si sviluppa tutto attorno alla preghiera della serenita’ mentre viene presentata un’altra pagina di attualita’ e di storia dimenticata, le pagine si susseguono tra Londra e il Tibet, ma il viaggio non e’ solo fisico scrittrice e lettore si sviluppano, cambiano tra la prima e l’ultima pagina... la preghiera prende corpo... nn piu’ solo una bella frase... la si comincia a capire e ad assimilare... un pezzo alla volta...

 

Concedimi la serenita’ di sopportare le cose che nn posso cambiare

 

Il coraggio di cambiare quelle che posso cambiare

 

La saggezza di coglierne la differenza...

 

C’e’ un uomo nella stazione della metropolitana... un uomo sdraiato per terra rivolto verso il muro con la giacca tirata su fino a sopra le orecchie... nn si capisce nemmeno se respiri... la gente va e viene a 40cm di distanza, nessuno batte un ciglio, potrebbe essere morto a 40cm da decine e decine di persone e nessuno lo vede, nemmeno quelli che ci lavorano alla fermata della metropolitana...

Forse dovresti fare qualcosa, forse nn e’ giusto che sia cosi... ma nessuno lo vede? Nessuno fa niente?

Ma mentre ci pensi ormai sei passato oltre, strisci il biglietto, le porte si aprono e scendi le scale... nn hai fatto niente nemmeno tu

 

La saggezza di coglierne la differenza...

postato da: BEARUK alle ore settembre 14, 2006 19:49 | link | commenti (2)
categorie: libri, libri e viaggi