Sono stato in Italia per una settimana... dopo 3 PIN simili ma evidentemente errati e dopo 10 PUK che dovevano essere giusti, ma non graditi al il mio telefono, mi sono bloccato la tessera...
Sono stato in Italia per una settimana... e nei primi 4 giorni il veterinario mi ha soppresso il cane e il dentista mi ha cavato un dente del giudizio con un cacciavite appuntito... o forse era il contrario.
Sono stato in Italia per una settimana... nel belpaese, che tanto bello non riesco piu' a considerarlo... e il tempo e' stato terribile. Fino all'ultimo giorno. Quando mi sono alzato, c'erano 18 gradi, sole, uccellini che cinguettavano, io ho messo la sacca in macchina e mi sono diretto verso l'areoporto per andarmene.
Sono arrivato a Londra portandomi un stecca di sigarette, una stecca di pancetta e la testa dentro la boccia d'acqua del pesce rosso per le seguenti 48 ore. Raffreddore, per chi non dovesse capire.
Sono tornato a Londra... Venerdi' 17 gradi e sole, sabato 10 gradi, primo giro in moto dell'anno e prima secchiata d'acqua. Freddo ciccione. Domenica (oggi ndr) svegliato che tutto era coperto di bianco e nevicava.
Fin qui tutto bene
L'altra notte ho sognato di essere una qualche sorta di cavaliere Jedi.
Andavo a scuola e si studiava filosofia. La svolta c'e' stata quando 3 dei compagni si sono convertiti al male e sono dovuto partire per una caccia ai Jedi cattivi.
All'apice del climax ascendente, quando la tensione e' ormai tangibile, il mio maestro scardina cancellata con la forza del pensiero, la usiamo come fosse tappeto volante ed espugnamo un'astronave, ipotetico nascondiglio dei Jedi malvagi. Tutto nella migliore tradizione Holliwoodiana, se non fosse che si trattava di un tempio cinese e finiamo con lo scatenare un incidente diplomatico.
Antefatto:
A me (come a molti altri immagino) non piace essere ammalato, non mi piace nemmeno avere anche solo mal di gola o tosse/bronchite. Di conseguenza ho una discreta tradizione di cure d'urto (es. confezione di spray per la gola esaurita nell'arco di una giornata).
Mercoledi, il 'raspeghin' che avevo in gola decide che e' tempo di evolvere in un piu' convincente bruciore a trachea e bronchi che peggiora nell'arco della giornata. A meta' pomeriggio decido che puo' bastare e mi reco fiducioso verso la prima farmacia alla ricerca di un adeguato rimedio prima che la situazione subisca drastico tracollo e un piccolo Alien esca dalla mia trachea.
Sciroppo per la tosse. DROWSY o NON DROWSY?
- Bah, sara' per tosse secca o meno... di solito prendo non drowsy, 'sto giro facciamo drowsy-
Come consigliato da ogni medico, getto scatola e 'foglietto informativo' nel primo cestino lungo la strada e mi faccio una bella sorsata di sciroppo.
Per il resto del pomeriggio intramezzo lavoro con qualche 'goccetto' di sciroppo qua e la, mentre sento stanchezza che sale e sintomi generali da influenza che non so bene se attribuire a malattia o al solito allenamento di pallavolo del martedi sera seguito da partita di calcetto del mercoledi mattina alle 8.
Alle 7, 2 ore e mezza dopo l'acquisto, la bottiglietta ha circa 100ml in meno. Stanchissimo, lascio il lab, recupero qualche compagno di squadra ed esco a bere per la 'Volleyball social night'. Ora delle 9 e dopo 4 pinte (senza mangiare ovviamente) la stanchezza di tutto l'emisfero nord e' appoggiata sulle mie spalle. Saluto faccie sorprese e salgo sull'autobus. Sainsbury's. Minestra piselli e prosciutto... casa, microonde, divano.
A meta' della scorpacciata mi rendo conto che faccio fatica a inghiottire... non mi viene piu' naturale... a ogni cucchiata devo muovere la testa a destra e sinistra e forzarmi a inghiottire. Finisco... con calma. Stessa cosa succede per tazza di tisana calda chefatantobeneallatosse.
Vado a dormire. Siccome mi sono sforzato a ingoiare, ho mandato giu una tanica d'aria. Per due volte mi ritrovo a dover saltellare, a occhi chiusi per il sonno, in giro per la stanza al buio per provocare un rutto degno dell'esorcista, versione remake, con sottotitoli.
Dormo 12 ore ininterrotte.
Giorno dopo arrivo in lab, mia amica che mi conosce bene, sin dai tempi dell'universita', mi guarda e mi chiede: Cosa c'era scritto sullo sciroppo? Drowsy o Non-Drowsy?
Apro cassetto e prendo la bottiglia. L'etichetta recita in maiuscolo:
MAY CAUSE DROWSINESS. [...] AVOID ALCOHOLIC DRINK.
L'effetto m'e' passato alle tre del pomeriggio, ma ho imparato un nuovo vocabolo: Drowsy, significa che induce sonnolenza!
Ammettiamolo pure, già di mio, non sono particolarmente Christmasy...
Ma esiste qualcuno che ha pensato che ri-organizzare il Saynsbury's (supermercato) di Tooting qualche settimana prima di Natale fosse una grande idea. Qualcuno, da qualche parte, durante un qualche meeting, si deve essere alzato in piedi e deve aver detto 'Ho avuto una grande idea! Siccome manca un mese a Natale, perchè non scambiamo tutta la merce sugli scaffali? Così, per vedere l'effetto che fa'
E tutti gli altri presenti allo steso meeting, invece di tirargli addosso le penne, devono aver annuito ed esclamato in coro 'Che bell'idea!'
Risultato: il Saynsbury's di Tooting, che già di per se, il sabato sembra più uno zoo che un supermercato, si è trasformato nell'undicesimo girone dell'inferno. Ipnotizzati dalle note di qualche canzone natalizia, sotto lo sguardo benevolo di commessi con berretto da babbo natale d'ordinanza, orde di ominidi sbattevano cestini e carrelli gli uni contro gli altri con occhio bovino alla ricerca di qualcosa che non gli serve ma che non sanno più dov'è.
In quanto uomo, io non sono in grado di pensare in anticipo. Inutile tentare di ricamarci sopra. Fa parte dei caratteri secondari legati al sesso.
Gli uomini hanno il pene, il pomo d'adamo, sanno leggere una cartina, ma non sono in grado di fare la spesa sabato sulla base di cosa mangeranno mercoledi. Non sanno nemmeno se saranno vivi, mercoledi.
Lo scorso week end sono andato a fare la spesa 3 volte. Sabato prima di pranzo (dopo aver aperto il frigo e buttato un pacco di salsicce scadute da 5 giorni, comprate in un attacco di 'advance thinking'), domenica prima di pranzo, domenica prima di cena. Quest'ultimo viaggio richiede una certa dose di allenamento poichè, siccome la domenica il supermercato chiude alle 5, bisogna pensare a cosa si mangerà con più di 3 ore in anticipo.
Questo week end, mentre mi procacciavo il mio pasto, scrutato da commesso sorridente con berretto da babbo natale, pensavo a quanti di questi ominidi con sguardo bovino che mi venivano addosso avrei voluto vedere appesi per i mignoli dei piedi mentre un gruppo di adolescenti gli strappa i peli del naso a mazzetti di 10 con i guantoni da boxe.
E cosi ho disfato del tutto la valigia… una settimana dopo...
Devo ancora recuperare buona parte delle foto perche’ fatte da altri e scaricate su computer, chiavette e schede varie ma non ancora arrivate a me.
Il Brasile e’ stato bello... e forse, ancora una volta, lo e’ stato per come il gruppo era mescolato ed eterogeneo... perche’ c’erano una volta una (anglo)ganese, un (anglo)egiziano, un (anglo)cinese e... un italiano, che spesso venivano scorrazzati in giro da uno o piu’ brasiliani....
C’erano una volta feste in spiaggia per la luna piena dove un drink costa 1 euro e “ci sono 3 ragazze per ogni ragazzo”... feste raggiunte dopo aver mangiato chili di carne grigliata e mai stata cosi buona.
C’erano sbornie, paturnie e discorsi seri tra una cattolica molto praticante, un ortodosso, un ateo e un cattolico non molto bravo
E poi c’era il Brasile, con le sue bellezze e i suoi angoli bui... meno di quelli del Sud Africa, piu’ di quelli dell’Argentina, ma comunque un paese che toglie il fiato
E poi c’era Rio... con il Cristo Redentore a guardare, giurerei con un velo di tristezza, una citta’ incredibile fatta di foresta tropicale, spiaggie bianche, favelas, ragazze che giocano a calcio meglio di tanti ragazzi, surfisti e carri di cianfrusaglie spinti per strada...
C'era l'oceano e c'erano le sue onde bellissime e insostenibili
Si e’ stato bello... un viaggio nato assolutamente per caso e nel quale mi sono fatto trascinare senza la benche’ minima preparazione... un viaggio che, devo ammettere, e’ stato un po’ meno all’avventura e allo sbaraglio del previsto, ma che ricordero’ comunque... un altro posto visto...
E, anche se mi secca ammetterlo, forse anche questo lo devo a Londra e a chi ti fa incontrare.
E’ facile, basta attraversare la strada di corsa e saltare sull’autobus che e’ proprio alla fermata non troppo lontano. Fattibile.
Basta fare una corsetta e prendere il bus... che e’ gia’ l’una e mezza ed e’ solo lunedi... che cosi si arriva a casa prima, ci si ficca nel letto e “buona notte suonatori” che domani tocca lavorare. Che ci sono gli esperimenti, figure e tabelle per il capitolo del libro e le correzioni per l’upgrade... e poi domani sera allenamento, e mercoledi mattina calcetto...
Ed e’ facile, basta fare corsetta e si arriva prima, in fila si mettono le cose da fare e si comincia, una dopo l’altra a cominciare dal bus e dall’andare a dormire.
Quindi
Quindi, mi tiro su il collo della giacca, attraverso la strada guardando l’autobus... mi caccio le mani in tasca e vado a piedi. Mi scappa un mezzo sorriso quando mi supera poco dopo con quella che sembra un’aria perplessa... dopotutto andiamo nella stessa direzione.
Ma stasera cammino, sono solo 15 minuti... 15 minuti con il naso per aria a pensare a tutto e a niente, 15 minuti con me stesso che, anche se sono stanco, valgono di piu’ di 15 minuti con morfeo...
Perche’ mi piace camminare la notte tardi, fumarmi una cicca da solo e accantonare tutto, tutte le mille cose che mi impongono di correre ogni giorno, e prendere un po’ di tempo per pensare... o per scrivere e per una volta non correre dall’altra parte della strada.
Ad un rapido calcolo, sono partito decisamente piu’ volte di quante io non abbia visto partire... non necessariamente per lunghi periodi, anche solo alla fine della scuola, quando i miei amici e/o compagni di classe andavano dritti al mare e io finivo da qualche parte all’estero per almeno 1 mese.
Invece, da quando sono qui ho perso il conto del numero di feste di addio a cui sono andato... forse perche’ sono passati 3 anni e mezzo da quando ho messo piede qui e, per Londra, sembra essere un lasso di tempo se non lungo, comunque adeguato... sicuramente perche' il via-vai e' a ritmo continuo.
Venerdi’ ero a un matrimonio, che io ricordi, Venerdi era il primo matrimonio di una mia amica vera... non parente di parenti o cugina di cugini
Una ragazza che conosco e che e’ pure venuta in Italia con me.
Il primo matrimonio al quale vado in quanto amico della sposa (e un po’ anche dello sposo) ed e’ il matrimonio di un’inglese... in Inghilterra. Del dipartimento eravamo solo in quattro... matrimonio tra pochi invitati
Ne ho fatti altri da quando sono qui... di solito come “accompagnatore” o come amico di una di famiglia.
Per quel che ne so, ogni volta ero io l’unico straniero... o comunque l’unico non di lingua madre inglese... ma mi piace pensare di essere stato l’unico tra soli inglesi... sembra scontato, ma avere amici inglesi a Londra non capita cosi spesso. Un po’ per colpa loro e un po’ per colpa nostra... e un po’ perche’ e’ Londra...
E mentre mi accendo l’ultima sigaretta in giardino, sotto il solito tempo infame, dopo aver dato un’altro addio, penso che forse questo paese e questa citta’ un po' mi hanno adottato e mi sono entrati sotto pelle piu’ di quanto io abbia mai voluto...
Esiste uno standard internazionale per l’altezza delle maniglie montate su cassetti e armadietti da laboratorio: il mio ginocchio.
Quando ero all’universita’ e facevamo le esercitazioni di laboratorio, saresti stato in grado di capire quali laboratori avevo frequentato andando a controllare lo stato delle chiavi di cassetti ed armadietti di laboratorio. Se la maggior parte sono spezzate, significa che ho frequentato quel laboratorio. In fondo mi piace lasciare un segno del mio passaggio... anche sul mio ginocchio.
La procedura prevede che il sottoscritto si sieda su sedia da bancone e poi ruoti di 90 gradi per ritrovarsi perpendicolare al bancone stesso e pronto per l’azione, purtroppo la rotazione viene spesso interrotta intorno ai 45 gradi perche’ il ginocchio non centra lo spazio per le gambe ma picchia sulla suddetta maniglia/chiave di armadietto/cassetto. Alcuni dei momenti piu’ commuoventi che la ricerca mi ha regalato avevano a che fare con il mio ginocchio destro.
Oggi non fa eccezione. Non botta particolarmente forte ma perfettamente su livido ottenuto sabato.
Sabato, dintorni di King’s Cross.
Io ed amica siamo in moto, mia moto.
Delle due corsie originariamente concepite, tra lavori su un lato e auto parcheggiate sull’altro, ne sopravvivono 1 e 1/3.
Fila di macchine procede placida sulla sinistra, io sorpasso beffardo procedendo sul mio 1/3 di corsia a velocita’ “piano” sulla destra (siamo in Inghilterra).
Ragazzo decide che e’ stufo di aspettare di scendere dalla macchina e che, fatti i conti, sarebbe bello cercare di dare un passaggio a uno sconosciuto, per esempio un motociclista. Piu’ o meno alla distanza ‘Oh cazzo!’ dal sottoscritto, automobilista spalanca la portiera completamente, forse per farmi salire. La dimensione standard della portiera Mercedes e’ esattamente 1/3 di corsia londinese. Ad un rapido calcolo mi rendo conto che tutti assieme io, il taxi alla mia sinistra e la portiera non ci passiamo.
Decido di spostare il taxi. Con una spallata.
La ragazza seduta dietro di me si ricorda che sua zia era Catwoman e salta giu’ dalla moto al volo. Il taxi, credendo che io voglia un passaggio, frena passando da 10km/h a 0, spegne l’insegna e accende il tassametro. Anche io freno, con il freno davanti, con il freno dietro... e con il ginocchio... contro la portiera Mercedes, larghezza standard.
Dopo 10 secondi di sorpresa generale in cui tutti mi fissano, il tassista mi chiede dove voglio andare. Io riesco a dire in un inglese comprensibile anche attraverso casco integrale ‘Datemi una mano che non riesco a tirare su la moto. Cazzo.’ I testimoni giureranno sia stata una forma di comunicazione telepatica con i due energumeni neri che sono scesi dalla Mercedes, i quali mi agguantano e spostano me e moto a lato della strada. Il tassista parcheggia e scende. Capisce che non voglio andare da nessuna parte e che non e’ il caso di mettersi a discutere per avergli grattato via col manubrio meta’ dalla pubblicita’ dei tampax che aveva sulla portiera. Anzi, sembra quasi contento. Io lo sarei. Brontola, risale e se ne va (se uno degli energumeni gli abbia puntato una pistola, non lo so)
Danni alla moto nulli. Leva frizione e specchietto da ri-regolare, ma niente piu’.
Mia amica si controlla sbucciatura sul gomito fatta la sera prima, causa sbronza da Vodka.
Io ci credo a stento, ma sono tutto intero... anche ginocchio non male...
Gli energumeni chiedono scusa 27 volte.
Io ed amica ripartiamo.
Destinazione: zona industriale di Londra
The Kellino Castle sabato sera si e’ riunito ancora una volta... probabilmente l’ultima volta.
Kellino Castle e’ casa mia... mia e di altri
Sabato sera c’era festa nel Kellino Castle e, tra gli altri, c’erano un’israeliana, tre australiani, un’irlandese un mezzo scozzese e mezzo indiano ed io.
Kellino Castle e’ stato inaugurato 2 anni fa da cinque ragazzi che si erano conosciuti durante convivenze e viaggi tra Londra e Europa... e che hanno deciso di prendere casa assieme, come amici. Poi qualcuno e’ dovuto ripartire, per lavoro o per un’altro inizio altrove e cosi sono entrato io e quasi un anno dopo si e’ unito un mio amico, J. Questo J.
Sabato sera il Kellino Castle si e’ riunito, probabilmente per l’ultima volta... e c’e’ chi ha preso un volo da Tel Aviv per esserci.
Todd ed Angela se ne tornano in Australia... Tood ed Angela sono di quelle persone in cui ti inciampi solo in una citta’ come questa... la motivazione di Todd e’ stata che ha vissuto a Londra per 2 anni ormai e che negli ultimi 10 anni non si era mai fermato cosi a lungo nello stesso posto, tempo di ripartire. Lo stesso Todd che non si e’ mai dovuto mettere le scarpe per andare a scuola fino a che non ha cominciato il liceo!
Angela non e’ da meno... una volta le ho chiesto se fosse stata in Sud America – non molto - mi ha risposto – solo tre mesi in giro con lo zaino in spalla –
Angela e’ stata a Londra per 5 anni... originariamente doveva starci 3 settimane...
Li guardo mentre beviamo e chiacchieriamo tutti assieme seduti in giardino, illuminati da candele, in una serata che sa inaspettatamente d’estate... li guardo con gli occhi di chi non sa se vivere la vita cosi e’ genio o pazzia... con gli occhi di chi non riesce a non fare paragoni con la propria... con gli occhi di chi non riesce a capire, ma che di sicuro li invidia per come vedono e vivono la loro vita
Beviamo e ridiamo assieme, un ‘cheers’ dopo l’altro... quelli che se ne vanno salutano con un ‘See you soon’ che non ha una data di scadenza, qualcuno si da appuntamento a tra 6-7 mesi per un matrimonio a Gerusalemme... nessuno dice Goodbye.
La festa di addio vera e propria e’ tra due settimane, dopo un viaggetto itinerante in Italia, dalle Cinque Terre a Pompei, ma sabato era l’ultima sera di tutti gli inquilini presenti e passati del Kellino Castle.
Ultimo brindisi, che si gira pagina, domani arriva nuova coinquilina... e tra due settimane un’altra, un’inglese e una francese da poco arrivate in citta’... e quel giardino sara’ di nuovo punto di incontro tra bicchieri e riccioli di fumo tra vite completamente diverse trovatesi per caso al Kellino Castle.
In bocca al lupo ad Angela e Todd, see you soon... and welcome to the others
PS finire la serata, dopo considerevoli quantita’ di birra, in una sfida a colpi di ‘shots’ con uno scozzese, anche se mezzo sangue, per avergli detto ‘ I did drink you under the table more than once’ e’ il modo migliore per capire il termine regret
Cammino per stradine semi-buie e deserte... vado a naso cercando il night bus.... mi piace e finisco sempre per fumare un sacco. File di case tutte uguali, un lampione ogni tanto e qualche gatto che scivola via. Lo trovo quasi a Victoria... 3.20am.
Vengo da una bella festa, tranquilla, ma una bella festa di compleanno... allietata dalla festeggiata e dalla sua sbornia... altalena tra “Sto bene, sto bene” per 5 minuti e testa appoggiata contro la credenza “Sto male, sto male” per altri 5 minuti... quattro chiacchiere sul davanzale, mentre la festeggiata va e viene dal bagno, qualche sigaretta e qualche bicchiere assieme a una ragazza dolce che sto scoprendo lentamente... quando dentro ho un po’ di quiete.
Il night bus e’ tranquillo, mi siedo in un angolo e mi addormento
Quando mi sveglio e’ troppo tardi, la mia fermata e’ passata da un pezzo.
Fermi tutti voglio scendere.
Si, fermi tutti voglio scendere. Oggi, adesso voglio scendere... fino a poco fa dormivo... dormivo, magari sognavo e vagavo tra pensieri, tra ‘se’ e ‘ma’... e stavo andando... dove non so, non me lo chiedevo.... ero altrove ma andavo... magari pure nella direzione sbagliata
Adesso sono qui, sto andando... ma non so dove... non sono nemmeno piu’ sicuro di essere sul bus giusto... adesso sono qui, non sono altrove... so che sto andando...
E altri mi infastidiscono, mi prolungano il viaggio e me lo rendono scomodo... altri vogliono unirsi anche se io non li voglio... altri ancora non sembrano voler viaggiare con me... ma a me piacerebbe.
Voglio scendere.
Scendo
Il cielo comincia ormai ad illuminarsi, cerco la fermata per la dierezione opposta. La trovo e finalmente arriva anche il bus.
L’autista mi apre le porte e sorridendo mi chiede –Perso?-
-No, mi sono solo addormentato –
- Sali dai, che ti porto io... devi solo dirmi quando vuoi scendere-
Siamo soli io e lui
Chiacchieriamo mentre il cielo e’ sempre piu’ chiaro... dietro al mio riflesso illuminato dalle luci del bus passano parchi e case... luci spente, tutti dormono... quiete.
Fuori.
Dentro no...
Guida lui, devo solo dire quando voglio scendere.
Un paio di settimane fa capo mi invita a un meeting che si e' tenuto oggi, buttato li al volo come al solito... "I'd like if you and Pascal could make it" c'erano anche alla conferenza a Verona... io non me li ricordo... ma fa nulla. Registro l'informazione nella cartella Tra piu' di due settimane e non ci penso piu'
Oggi arrivo in lab, apro casella di mail e ci trovo messaggio girato dal capo con 'agenda' dei punti da trattare nel meeting 'dettata' dalla company che ci viene a trovare
-Ah gia', il meeting era oggi-
-Ah gia' le company hanno 'agenda' anche per andare in bagno-
Allegato alla mail ci trovo pure modulo (11 pagine) da firmare sulla riservatezza delle informazioni che verranno trattate
Abbigliamento del sottoscritto al momento dell'ingresso nella stanzetta del meeting prevede:
maglietta nera strettina con disegnato omino che dice all'ambulanza "To the pub"; jeans con qualche strappo; converse nere rotte; cresta in testa (mi vedesse mia madre)
Ovviamente nessuno batte ciglio, nemmeno il capo, anzi, ogni volta che intervengo dicendo la mia ascoltano interessati, solo la mia parte italiana ancora viva sorride all'idea.
Dicevo una prima volta, si, prima volta che mi trovo a un meeting con una company di 'scoppiati' che pero' hanno fatto seconda pagina sul TIME... lo so perche' me ne hanno dato copia...
Loro sono questi e sul TIME ci sono arrivati perche' hanno creato delle piantine di Arabidopsis che cambiano colore se crescono nelle vicinanze di una mina. Si, biosensori per mine... giusto a dare un esempio della gente che si puo' trovare nel molecular farming...
Alla domanda - come si fa a seminare un campo minato?- La loro risposta e' stata - Richiede un sacco di manodopera - un sacco di turn-over -... risata generale...
Sembrano avere una certa confusione in testa sul what to do next e secondo me diverse loro idee sono, come dire... improbabili, pero' mi sono stati simpatici, non so quanto dureranno, ma mi sono simpatici.
Aggiornamento: venerdi sera, festa di compleanno. Arrivo in ritardo. Finisco a parlare con una ragazza francese, le chiedo cosa fa. "PhD, addestro api e rilevare esplosivo"
!?